Le nuove tabelle riflettono la riduzione dell'IRS e garantiscono l'esenzione fiscale fino a 920 euro.
Le aziende, i servizi pubblici, gli enti locali, le IPSS (Istituzioni Private di Solidarietà Sociale) e altri datori di lavoro dovranno elaborare gli stipendi di quest'anno in base alle nuove tabelle, definite in un'ordinanza del Segretario di Stato per gli Affari Fiscali, Cláudia Reis Duarte.
Le nuove aliquote utilizzate per calcolare l'importo da detrarre ogni mese da stipendi e pensioni sono più basse di quelle in vigore alla fine del 2025, nei mesi di novembre e dicembre, e riflettono l'effetto di tre misure: la riduzione delle aliquote dal 2° al 5° scaglione, l'aggiornamento del 3,51% dei valori che definiscono i 9 scaglioni di reddito e l'aumento a 12.880 euro del livello minimo di sussistenza, ovvero il meccanismo che garantisce l'esenzione totale o parziale dall'imposta sul reddito delle persone fisiche per coloro che percepiscono stipendi inferiori.
Per garantire che i lavoratori che percepiscono il salario minimo non siano tassati sull'imposta sul reddito, le tabelle prevedono che l'aliquota di ritenuta sia dello 0% fino a 920 euro lordi al mese, in linea con il nuovo salario minimo.
Anche le pensioni fino a 920 euro non saranno soggette alla trattenuta dell'imposta sul reddito.
Correzione degli importi
Se le aziende e gli altri enti pagatori non applicano le nuove tabelle questo gennaio, dovranno correggere gli importi a febbraio. Sebbene l'ordinanza del Governo non ne faccia menzione, questo è ciò che risulta dalle regole generali del Codice delle imposte sul reddito. Quando un ente pagatore scopre un errore nell'importo trattenuto, deve correggerlo nella trattenuta successiva o in quelle successive se l'importo in eccesso non può essere corretto in un'unica trattenuta.
Con le nuove tabelle, un lavoratore con uno stipendio mensile lordo di 1.000 euro, single e senza figli, pagherà 35 euro di imposta sul reddito al mese, mentre finora ne pagava 56, secondo i calcoli di Lusa.
Un lavoratore single senza figli che guadagna 1.200 euro lordi al mese pagherà 96 euro di imposta sul reddito ogni mese, 11 euro in meno rispetto a prima (107 euro al mese). Se ha un figlio, pagherà 61 euro, e se ha due figli, pagherà 27 euro, anch'essi inferiori agli ultimi importi trattenuti nel 2025.
Se un lavoratore con uno stipendio lordo di 1.200 euro è sposato con una persona che percepisce anch'essa un reddito, e se non ha figli, pagherà 96 euro di imposta sul reddito, come una persona single senza figli. Se ha un figlio, pagherà 74 euro di imposta sul reddito e se ha due figli 53 euro.
In un altro esempio, con uno stipendio di 1.600 euro, lo sgravio è di 13 euro. Un lavoratore single senza figli pagherà ora 192 euro al mese di imposta sul reddito, mentre finora pagava 205 euro. Se ha un figlio, l'imposta trattenuta scende a 170 euro, mentre se ha due figli scende a 149 euro.
Chi guadagna 2.500 euro, se single e senza figli, pagherà ora 471 euro di imposta sul reddito invece di 492 euro, con una riduzione mensile di 21 euro. Se è sposato e ha un figlio, pagherà 449 euro, mentre se ha due figli pagherà 428 euro.
Per uno stipendio più alto di 3.500 euro, la riduzione mensile è di 22 euro per una persona single senza figli, che ora pagherà 857 euro invece di 879 euro. Se è sposato e ha un figlio, pagherà 836 euro, mentre se ha due figli pagherà 814 euro.
La percentuale di imposta sul reddito da trattenere varia da contribuente a contribuente, a seconda della situazione personale e familiare. L'importo finale dipende non solo dal livello di retribuzione, ma anche dal fatto che il contribuente sia single o sposato, dal numero di figli e dal fatto che anche la persona con cui è sposato percepisca o meno un reddito.
La trattenuta è diversa anche se il contribuente è una persona con disabilità. Nel caso dei pensionati, è prevista una trattenuta inferiore se il pensionato è un membro disabile delle Forze Armate.







