“Matéria Nova: Una nuova era nella ceramica portoghese” resterà aperta fino al 15 ottobre presso lo SomoS Arts Space nella capitale tedesca; la mostra è curata da Beatriz Salvador, con il sostegno della Direzione Generale per le Arti (DGArtes) e della Fondazione Calouste Gulbenkian.

La mostra riunisce Maria Madalena Marques, Andreia Pereirinha, Cristiano Ramos, Catarina da Silva, Mara Lisboa, Cristiana Alves e Anotio, artisti selezionati nell’ambito di un progetto di ricerca sull’evoluzione della ceramica artistica portoghese negli ultimi due decenni.

«Matéria Nova è nata da un progetto che abbraccia ricerca, curatela, design grafico e direzione artistica, inizialmente sviluppato come tesi di master presso la Media University di Berlino», ha dichiarato Beatriz Salvador a Lusa.

La ricerca ha incluso un bando pubblico condotto in collaborazione con i corsi di belle arti di Lisbona, Porto e Caldas da Rainha, consentendo di riunire artisti con approcci distinti all’argilla e alla ceramica.

Secondo la curatrice, la ceramica portoghese sta vivendo «un momento particolarmente interessante», caratterizzato da un rinnovato interesse per il materiale e da una crescente presenza internazionale.

La mostra mira a presentare a un pubblico internazionale modi alternativi di utilizzare l’argilla come mezzo artistico contemporaneo, in un momento in cui la ceramica portoghese è ancora spesso associata a oggetti funzionali.

«Le opere spaziano dalla scultura all’installazione, alla performance, al video e alla ceramica sonora», ha osservato Beatriz Salvador, sottolineando la diversità dei linguaggi artistici impiegati dai sette artisti.

Le opere includono esperimenti con la stampa 3D e la ceramica sonora, oltre a opere in ceramica utilizzate in combinazione con performance ed elementi audiovisivi. Alcuni artisti rivisitano anche tecniche di cottura tradizionali o ancestrali, integrandole nelle espressioni artistiche contemporanee.

«Non direi necessariamente che ci sia una netta rottura con le generazioni precedenti», ha osservato la curatrice, sottolineando la combinazione di «conoscenze e processi tradizionali con tecnologie e linguaggi contemporanei».

La scelta di Berlino deriva dal carattere internazionale della città e dalla storia stessa del progetto; è stata proprio nella capitale tedesca che Salvador ha condotto la ricerca per il suo master, da cui è nata la mostra.

«Presentare la mostra qui significa, in un certo senso, chiudere quel cerchio e trasformare la ricerca in un’esposizione aperta al pubblico», ha spiegato.

La collaborazione con SomoS Arts Space — uno spazio indipendente dedicato alle pratiche contemporanee e interdisciplinari — colloca le opere in un contesto internazionale di esposizione e scambio artistico.

Salvador spera inoltre che il progetto contribuisca ad «ampliare gli orizzonti su ciò che un oggetto in ceramica può rappresentare».

«La ceramica può essere scultura, ma può anche produrre suoni, far parte di una performance, integrarsi con l’arte video o installativa, interagire con le nuove tecnologie o far rivivere processi ancestrali», ha osservato la relatrice.

L’inaugurazione è prevista per il 2 ottobre e prevede una discussione pubblica con gli artisti e la curatrice.

Per alcuni dei sette artisti, questa sarà anche la loro prima esperienza espositiva internazionale.

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