Le pensioni vitalizie concesse agli ex politici e ai giudici della Corte costituzionale comporteranno una spesa di circa 10,2 milioni di euro nel 2027, sebbene il regime sia stato abolito più di due decenni fa, secondo quanto riporta Executive Digest.

L’importo rappresenta una riduzione del 4% rispetto ai costi previsti per il 2026, ma si prevede che la spesa rimanga circa il 15% al di sopra dei valori registrati nel 2019.

Secondo il Correio da Manhã, tali cifre sono incluse nel bilancio della Caixa Geral de Aposentações (CGA), integrato nella proposta di bilancio dello Stato per il 2027 (OE2027).

Tra gennaio e agosto 2026, lo Stato ha speso circa 6,1 milioni di euro per l’indennità mensile vitalizia (SMV), una prestazione concessa agli ex esponenti politici e ai giudici della Corte costituzionale. La spesa per l’intero anno dovrebbe raggiungere i 10,6 milioni di euro.

Beneficiari a vita

L’ultimo elenco mensile identifica 281 beneficiari aventi diritto all’indennità mensile vitalizia. Di questi, 228 ricevono la prestazione mensilmente, mentre a 23 è stata applicata una riduzione totale dell’indennità. I restanti beneficiari sono soggetti a riduzioni parziali o sospensioni.

La riduzione prevista del 4% per il 2027 potrebbe derivare da una diminuzione del numero di beneficiari che ricevono effettivamente i pagamenti a causa della sospensione o della riduzione delle indennità.

A differenza delle pensioni di anzianità tradizionali, l’indennità mensile vitalizia non deriva dai contributi trattenuti dagli stipendi dei beneficiari, poiché l’importo concesso è determinato dalla retribuzione associata all’ultima carica politica ricoperta dal beneficiario.

I beneficiari delle indennità più elevate

Secondo il *Correio da Manhã*, una delle indennità più elevate è quella concessa a Jorge Alberto Rangel, ex vice segretario del governo di Macao, che ha diritto a 6.633 euro lordi al mese. António Guterres, ex primo ministro portoghese e attuale segretario generale delle Nazioni Unite, riceve un’indennità mensile lorda di 4.138 euro. João de Deus Pinheiro, ex ministro degli Affari esteri, riceve un’indennità lorda di 3.967 euro.

Alcuni ex funzionari governativi hanno scelto di sospendere volontariamente la percezione di tali indennità, tra cui l’ex primo ministro António Costa e gli ex ministri António Vitorino, Marques Mendes e Rui Gomes da Silva.

Regime abolito due decenni fa

La concessione di nuove indennità mensili a vita è stata abolita nell’ottobre 2005, durante il governo guidato da José Sócrates. Tuttavia, la decisione prevedeva un regime transitorio che tutelava, fino al 2009, la situazione degli ex politici e dei giudici della Corte costituzionale che soddisfacevano le condizioni previste.

Nonostante il regime sia terminato più di 20 anni fa, il governo portoghese continua a garantire i pagamenti ai beneficiari che hanno mantenuto tale diritto.

Questi diritti esistenti spiegano perché l’indennità continui a rappresentare una spesa annuale di oltre 10 milioni di euro, nonostante l’abolizione di nuovi diritti.

Proposta di abolizione del regime

Nel febbraio 2026 è stata presentata l’Iniziativa parlamentare 402/XVII, volta ad abolire le indennità vitalizie per gli ex titolari di cariche politiche aventi diritto.

La proposta mirava a eliminare gradualmente i pagamenti ai beneficiari esistenti nell’arco di tre anni, riducendo le indennità al 60% del loro valore originario nel primo anno, al 40% nel secondo e al 20% nel terzo, prima di abolirle completamente.

La proposta è stata sostenuta da Chega, dall’Iniziativa Liberale (IL), dal CDS-PP e dal Blocco di Sinistra (BE).

Il Partito Socialdemocratico (PSD), il Partito Socialista (PS), Livre e il Partito Comunista Portoghese (PCP) hanno votato contro, mentre Popolo–Animali–Natura (PAN) e Juntos Pelo Povo (JPP) si sono astenuti.

La proposta non è stata quindi approvata ed è stata respinta dal Parlamento il 3 luglio 2026, lasciando inalterato il quadro giuridico vigente.

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