Secondo un comunicato, l'azienda postale portoghese e la piattaforma cinese hanno firmato nella città di Shenzhen un "memorandum d'intesa" che consentirà ai venditori locali di Temu in Europa di "beneficiare di soluzioni di trasporto su strada e via mare, magazzinaggio e consegna dei pacchi".
"Questo accordo segna un nuovo capitolo nelle relazioni tra le due organizzazioni, che intendono espandere in modo significativo la cooperazione nella logistica transfrontaliera e sostenere il programma dei venditori locali di Temu", si legge nel comunicato.
Il servizio postale portoghese, CTT, indica inoltre che la partnership con Temu - avviata nel 2023 - "migliorerà le soluzioni logistiche più integrate, efficienti e competitive, contribuendo a una catena di approvvigionamento più agile e sostenibile nella regione".
Nel comunicato stampa riportato da Eco, un portavoce di CTT afferma che questo accordo consente di "sfruttare l'eccellenza operativa e le pratiche di trasporto a basse emissioni di carbonio per supportare un maggior numero di venditori in tutta Europa, promuovendo l'innovazione e la creazione di valore nel settore della logistica".
"Integrando il nostro ecosistema di mercato digitale con la solida infrastruttura logistica di CTT in Iberia e oltre, puntiamo a servire meglio i consumatori e i venditori in tutta Europa", sottolinea un portavoce di Temu.
La partnership tra CTT e la piattaforma cinese è iniziata nel novembre 2023, quando l'azienda postale si è rivelata "partner esclusivo di Temu per le consegne nel mercato portoghese".
L'azienda asiatica ha avuto successo con i suoi prodotti economici, non solo in Portogallo ma anche nell'Unione Europea (UE). Ma Bruxelles ha mostrato la volontà di frenare la crescita di questo tipo di piattaforme, proponendo ad esempio l'eliminazione dell'esenzione tariffaria applicata agli ordini di valore inferiore a 150 euro - che costituiscono la maggior parte degli ordini che arrivano nell'UE dalle piattaforme cinesi e la cui fine si stima porti circa un miliardo di euro alle autorità dei 27 Stati membri dell'UE.
Inoltre, a luglio, la Commissione europea ha concluso, in via preliminare, che la piattaforma di e-commerce cinese ha violato il Digital Services Act (DSA) non avendo valutato i rischi di pubblicizzare prodotti illegali.
Nonostante questa conclusione preliminare, l'esito finale dell'indagine potrebbe essere diverso, dato che Temu - considerata una Very Large Online Platform (VLOP) secondo la legge europea - ha ancora la possibilità di esercitare il suo diritto di difendersi e rispondere all'analisi di Bruxelles.






