Il 31 gennaio è prevista una manifestazione per rafforzare il punto di vista della popolazione.
Nella petizione "Salviamo la Beira Baixa - Fermiamo le mega centrali solari", che ha già raccolto più di 18.000 firme, garantendo così la sua discussione in sessione plenaria all'Assemblea della Repubblica, i firmatari chiedono di fermare i progetti di mega centrali solari nelle aree naturali e negli ecosistemi fragili della Beira Baixa.
Inoltre, vogliono che il Naturtejo Geopark e altre aree riconosciute dall'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) siano protette e chiedono che vengano privilegiate alternative sostenibili, come l'installazione di pannelli solari su superfici artificiali esistenti, tetti, zone industriali e la creazione di comunità energetiche.
Infine, chiedono che i residenti "abbiano voce in capitolo nelle decisioni che modellano il loro futuro".
"La regione di Beira Baixa merita un futuro in cui natura e persone prosperino insieme. Noi, residenti e amici della Beira Baixa, scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per la possibilità di installare diverse mega centrali solari nella nostra bellissima regione, in particolare nei comuni di Fundão, Penamacor e Idanha [distretto di Castelo Branco]", si legge nel documento.
Il 31, il PDPNTI promuove una manifestazione nazionale a partire dalle 14:00, con punto d'incontro a Santa Apolónia (Lisbona).
L'azione di protesta
L'azione di protesta, denominata "L'interno non è in vendita - No alle mega centrali solari", mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e a portare a Lisbona la Beira Baixa e l'intero interno, "non solo come territori minacciati, ma come spazi vivi, pieni di storia, cultura, tradizioni e ricordi che ci definiscono".
"Abbiamo dimostrato che la posta in gioco non è solo una questione tecnica o energetica, ma i valori umani, culturali e ambientali che fanno del Sertão un luogo unico che merita di essere preservato", spiega questo movimento civico.
Recentemente, il comitato di valutazione coordinato dall'Agenzia portoghese per l'ambiente (APA) ha respinto il progetto della centrale fotovoltaica di Beira dopo aver individuato impatti negativi significativi sui sistemi ecologici e sull'uso del territorio.
Il progetto
Il progetto prevedeva l'installazione di 425.600 moduli fotovoltaici, per una potenza totale di 266 Megawatt (MW), in un'area di 524,4 ettari nei comuni di Castelo Branco (Monforte da Beira, Malpica do Tejo, Benquerenças, União das Freguesias de Escalos de Baixo e Mata e Castelo Branco) e Idanha-a-Nova (Ladoeiro e União das Freguesias de Idanha-a-Nova e Alcafozes).
La società promotrice ha già espresso il proprio interesse a rivedere il progetto e le misure di mitigazione proposte, quindi ora ha sei mesi di tempo (180 giorni lavorativi) per farlo e introdurre le modifiche che ritiene opportune per minimizzare gli impatti negativi individuati e rendere il progetto compatibile con i valori attuali.
Dopodiché dovrà presentare all'APP i documenti relativi a questa revisione, che saranno sottoposti a "un nuovo periodo di consultazione pubblica e a una nuova analisi tecnica" da parte del comitato di valutazione.
Per quanto riguarda il progetto dell'impianto fotovoltaico di Sophia, la relativa valutazione ambientale è ancora in corso.
Il termine previsto dalla legge per la procedura di valutazione dell'impatto ambientale scade il 9 febbraio.
Area coperta
Questa centrale solare fotovoltaica copre i comuni di Fundão, Idanha-a-Nova e Penamacor, nel distretto di Castelo Branco, e rappresenta un investimento di circa 590 milioni di euro, per una capacità installata di 867 MWp (Megawatt di picco).
Si tratta di un progetto con 390 ettari di superficie occupata da moduli fotovoltaici, 435 ettari considerando tutte le infrastrutture e un totale di 1.734 ettari di area recintata.







