"Al momento sappiamo che nel nord stanno chiudendo parecchie scuole, ma non disponiamo ancora di dati completi. Tuttavia, al di là della semplice chiusura delle scuole, riteniamo che lo sciopero rappresenti una presa di posizione di protesta contro il Governo", ha dichiarato a Lusa Daniel Martins, del Sindacato di Tutti i Professionisti dell’Istruzione (S.TO.P.).

Daniel Martins ha sottolineato che lo sciopero indetto da S.TO.P. «garantisce che gli esami nazionali non ne risentiranno», il che significa che il preavviso di sciopero non riguarda l’esame nazionale di biologia e geologia delle scuole superiori, in programma il 18 giugno.

Lo sciopero contesta la programmazione, prevista proprio oggi [18 giugno], a pochi giorni da uno sciopero generale dei lavoratori, della discussione parlamentare sul nuovo pacchetto lavorativo del Governo, che secondo Daniel Martins peggiorerà le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la situazione delle scuole pubbliche. Il nuovo pacchetto sul lavoro, contestato dai sindacati, ha motivato due scioperi generali: quello dell’11 dicembre, che ha unito CGTP-IN e UGT, e quello del 3 giugno, indetto solo dalla CGTP.

Tra le modifiche legislative più contestate figurano l’estensione dei contratti a tempo determinato, le nuove norme per l’accesso al congedo per allattamento, la reintroduzione dei conti ore individuali e la mancata reintegrazione dei lavoratori licenziati illegittimamente.

In assenza di un accordo nel quadro del dialogo sociale, il disegno di legge del governo è stato presentato al Parlamento, dove sarà oggetto di discussione.