Presente lunedì alla presentazione dell’evento, il padrino della manifestazione, il commentatore Olivier Bonamici, ha ricordato di aver perso una scommessa durante il Tour de France e di aver dovuto, di conseguenza, raggiungere in bicicletta la vetta della Serra da Estrela.

Questa promessa verrà mantenuta il secondo giorno del festival a settembre, nell’ambito dell’iniziativa “Conquering the Tower”.

Oltre agli oltre novemila follower sui social media che si sono già offerti volontari per partecipare a questa sfida, Olivier Bonamici si è assicurato il sostegno del Comune di Covilhã, che non solo lo aiuterà a raggiungere questo obiettivo, ma contribuirà anche alla realizzazione dell’evento, con un programma che coniuga lo sport con la promozione territoriale, culturale, turistica ed economica della regione.

«1993» si riferisce alla Serra da Estrela, il punto più alto del Portogallo continentale, e alla torre di sette metri costruita in quel luogo per segnare i duemila metri.

«Si tratta di un evento per tutti i tipi di pubblico. Non stiamo organizzando un evento esclusivamente per atleti. È aperto a tutti i partecipanti, nazionali o stranieri, a tutte le persone che vogliono godersi ciò che la Serra da Estrela ha da offrire, le sue sfide, la sua bellezza e il suo fascino», ha dichiarato il sindaco di Covilhã.

Hélio Fazendeiro ha inoltre sottolineato che questa è l’ennesima occasione per «affermare Covilhã e la Serra da Estrela come una destinazione che va oltre la neve».

L’evento del 1993 si ripeterà ogni anno, con l’obiettivo di «essere una grande celebrazione del cicloturismo, senza carattere competitivo».

Per Olivier Bonamici, la salita «sarà surreale», ma questa impresa gli ha anche permesso di prendersi più cura di sé: «Nessuno me l’aveva detto, ma ero obeso. Pesavo 123 chili, ma ne ho già persi 31. La seconda parte, però, deve ancora arrivare, e potrebbe essere la più difficile».

Il commentatore si riferiva al superamento dei 28 chilometri che separano il Complesso Sportivo di Covilhã, dove si concentra l’evento, dalla vetta della montagna.

«Non so se riuscirò a scalare la Torre. Ne dubito, ma ci morirò, anche se in ginocchio», ha scherzato.

Tornando al ciclismo, non ha esitato ad affermare che Covilhã «ha tutte le carte in regola per essere la capitale ciclistica del Portogallo», ma, per collegare questo aspetto alla sfida, ha difeso la dimensione popolare di questo sport, «che si è persa perché oggi lo sport è visto più come un business».

Per garantire la sicurezza e il controllo delle condizioni, questo evento sarà soggetto a registrazione preventiva e limitata.