Lisbona si distingue positivamente sulla scena internazionale: un nuovo rapporto globale di QS Supplies rivela che la capitale portoghese si colloca al secondo posto a livello mondiale tra le città turistiche per l’accessibilità ai bagni pubblici.

Lo studio statistico ha evidenziato risultati molto positivi per l’Europa e la regione del Pacifico, mostrando che Zurigo, in Svizzera, è in testa alla classifica mondiale con una densità di 76,50 strutture ogni 100.000 abitanti.

Lisbona la segue da vicino, assicurandosi il secondo posto con una media di 52,50 bagni pubblici ogni 100.000 abitanti, un dato che pone la capitale portoghese nettamente davanti a Sydney, in Australia, che occupa il terzo posto con un rapporto di 45,00.

Europa

L’Europa centrale e i paesi nordici dominano molte delle prime posizioni. Copenaghen, in Danimarca, si colloca al quarto posto a livello globale con 38,80 strutture ogni 100.000 abitanti, seguita da vicino da Tallinn, in Estonia, al quinto posto con 38,10, e da Vienna, la capitale austriaca, al sesto posto con 37,40.

Nord America

La prima città nordamericana della classifica è San Francisco, al settimo posto con 32,60 bagni pubblici, seguita da Taipei, a Taiwan, all’ottavo posto con 31,90 bagni pubblici.

A completare la classifica delle dieci città mondiali con la migliore copertura nel settore turistico ci sono due capitali dell’Europa orientale: Varsavia, in Polonia, che si colloca al nono posto con 30,80 strutture ogni 100.000 abitanti, e Budapest, in Ungheria, che chiude la classifica al decimo posto con 30,40 strutture ogni 100.000 abitanti.

Quando i dati vengono analizzati a livello nazionale, utilizzando una media ponderata delle principali città e guardando oltre la restrizione dell’indice alle destinazioni a forte afflusso turistico, Chiang Mai, in Thailandia, ha registrato il rapporto pro capite più elevato tra le principali città studiate, con 92,7 strutture ogni 100.000 abitanti. Negli Stati Uniti, Salt Lake City è in testa con 66,6.

Nel complesso, gli Stati Uniti registrano una media nazionale di 15,5 strutture ogni 100.000 abitanti, mentre il Regno Unito si attesta leggermente al di sotto, a 13,6; Exeter è la città con il punteggio più alto nel Regno Unito, con 38,7.

«Se devo essere grata per un bagno accessibile, quando sarò considerata alla pari nella comunità?» — Judy Heumann, attivista per i diritti delle persone con disabilità.

Per determinare con precisione le disparità nell’accesso a questo tipo di servizio pubblico, il team di analisi di QS Supplies ha calcolato gli indicatori di copertura della popolazione per oltre 500 grandi città in tutto il mondo.

La raccolta e la convalida dei dati si sono basate sull’identificazione dei punti di interesse tramite la mappatura urbana, in particolare contando le infrastrutture attive correttamente contrassegnate come “strutture sanitarie” sulla piattaforma aperta OpenStreetMap (OSM).

Questo metodo collega direttamente i risultati del rapporto alle infrastrutture mappate. Per quanto riguarda l’ambito geografico, il rapporto finale ha rigorosamente escluso qualsiasi città o comune per cui non fosse stato possibile convalidare i confini amministrativi ufficiali e i limiti territoriali corretti nel sistema di mappatura OSM.

L’elenco delle città utilizzato per costruire il campione iniziale del settore turistico si basava sul prestigioso Top 100 City Destinations Index, un indicatore di traffico e attrattività sviluppato dalla società di consulenza internazionale Euromonitor.

Inoltre, i ricercatori hanno applicato un processo di correzione degli errori, adeguando manualmente i dati relativi alle città che presentavano deviazioni statistiche anomale.

Questa correzione analitica ha permesso di escludere i servizi igienici situati all’interno di complessi e strutture universitarie; sebbene registrati digitalmente su Google Maps, questi sono riservati a studenti e personale e non sono accessibili al pubblico in generale né ai turisti che si spostano nelle aree pubbliche.

I dati finali del rapporto riflettono lo stato delle reti infrastrutturali comunali così come verificato nel marzo 2026.