In un’intervista all’agenzia di stampa Lusa, la sindaca di Miranda do Douro, Helena Barril, ha affermato che il progetto comprende sette iniziative volte a ripristinare gli habitat naturali, migliorare i sentieri e i punti panoramici, creare nuovi spazi dedicati all’educazione ambientale, coinvolgere la comunità e rafforzare la tutela della biodiversità.
«Vogliamo lasciare in eredità un territorio più resiliente ai cambiamenti climatici e meglio preparato per il futuro, rendendolo al contempo più attraente per chi vive, lavora e visita Miranda do Douro e l’area del PNDI all’interno del nostro comune», ha spiegato la sindaca socialdemocratica del distretto di Bragança.
Secondo Helena Barril, una delle iniziative si concentra sull’area di São João das Arribas, dove l’obiettivo è proteggere il sito ripristinando sentieri, muretti tradizionali in pietra e vegetazione autoctona, oltre a creare una fascia tagliafuoco e migliorare la sicurezza dei visitatori.
Nel frattempo, a Miranda do Douro, una delle azioni previste è la creazione del Centro di conoscenza per il ripristino della natura (Nature Restoration Knowledge eCentre). Ospitato nell’edificio dell’ex stazione degli autobus, il centro metterà in risalto la ricchezza naturale del PNDI attraverso mostre, contenuti multimediali e attività didattiche.
Allo stesso tempo, verrà ripristinato il percorso pedonale che collega la città al fiume Douro, rendendolo più sicuro, più accessibile e meglio integrato nel paesaggio naturale.
Sulle scogliere di Freixiosa verrà ripristinato l’accesso al belvedere; ciò comporta la sostituzione delle strutture fatiscenti, il ripristino della vegetazione autoctona e l’installazione di una nuova segnaletica per migliorare la sicurezza dei visitatori, proteggendo al contempo gli habitat delle specie fondamentali per quest’area protetta.
Un altro progetto è previsto a Picote, in particolare nelle zone di Barrocal e Fraga do Puio.
«Creeremo un percorso interpretativo, miglioreremo l’accessibilità e installeremo una segnaletica che consenta una migliore comprensione del patrimonio naturale e geologico dell’area. L’obiettivo è gestire il flusso dei visitatori, proteggere il sito e valorizzare uno dei luoghi più straordinari del nostro territorio», ha spiegato Helena Barril.
Questa iniziativa si concentra anche sulla rinaturalizzazione di diverse aree; su una superficie di circa dieci ettari, le monocolture di cipressi e pini saranno sostituite con specie autoctone, quali querce da sughero, lecci, corbezzoli e altre varietà di quercia. Questo cambiamento favorirà la biodiversità, proteggerà il suolo, ridurrà il rischio di incendi e creerà ecosistemi più resilienti e sostenibili.
A Sendim sono in programma interventi per il ripristino del percorso che collega la città al molo sul fiume Douro; il progetto prevede il risanamento del sentiero, la stabilizzazione dei pendii, il restauro dei muri a secco tradizionali, la piantumazione di specie autoctone e l’installazione di segnaletica.
«L’ultima componente di questa proposta è incentrata sulle persone: il Comune di Miranda do Douro punta a coinvolgere scuole, associazioni, ricercatori, residenti e visitatori nella tutela dell’area protetta del Douro Internazionale. Promuoveremo attività di educazione ambientale, programmi di citizen science, contenuti multimediali, eventi, sessioni di formazione e iniziative di sensibilizzazione», è stato affermato.
Questa proposta è stata approvata nell’ambito del Programma Portogallo 2030 e rientra nei piani di cogestione del PNDI.
Il PNDI è la seconda area protetta più grande del Paese; comprende il territorio in cui il fiume Douro, insieme al suo affluente, il fiume Águeda, segna il confine tra Portogallo e Spagna. Si estende su aree comprese nei comuni di Mogadouro, Miranda do Douro e Freixo de Espada à Cinta (nel distretto di Bragança) e Figueira de Castelo Rodrigo (nel distretto di Guarda), coprendo un tratto di 122 chilometri e 85.150 ettari.









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