Il Festival Internazionale del Cinema Queer di Porto torna a Porto dal 3 al 7 novembre, con un programma che comprende 37 film in concorso, proiezioni speciali, omaggi e una nuova sede di proiezione, come annunciato questo mercoledì.

In un comunicato, gli organizzatori dell’evento sottolineano che la dodicesima edizione di Queer Porto si presenta come un «rispecchiamento dell’eccellente produzione cinematografica queer» del 2026, con otto film di finzione e documentari in Concorso Ufficiale, dieci cortometraggi nel Concorso Portoghese per Cortometraggi, due lungometraggi provenienti dal Festival di Cannes, le consuete sezioni «Queer Resistance» e «Panorama» e due sessioni speciali.

Nell’edizione di quest’anno, Queer Porto torna al Cinema Batalha, alla Casa Comum presso il Rettorato dell’Università di Porto, al Cinema Passos Manuel e approda al Cinema Trindade.

Film internazionali

Il concorso ufficiale comprende otto titoli, tra fiction e documentari: “What Will I Become?”, di Lexie Bean e Logan Rozos, “Mouse”, di Alex Thompson e Kelly O’Sullivan, “Something You Should Know About Me”, di Andy Fidoten, “Lesbian Lines”, di Cara Holmes, “Little Tragedies”, di Daniel Nolasco, che avrà la sua anteprima internazionale in occasione di questo festival, «Du fioul dans les artères», del regista francese Pierre Le Gall, «Mickey & Richard», di Ryan A. White e AP Pickle, e «Bouchra», degli artisti-registi Orian Barki e Meriem Bennani.

Il titolo vincitore sarà scelto da una giuria composta dalla scrittrice e avvocata Joana Ferraz, dalla programmatrice e produttrice Joana Gusmão e dal curatore e professore Juan Luis Toboso; il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di trasmissione da parte della RTP, del valore di 3.000 euro.

I cortometraggi al centro della scena

Il festival comprende anche la quinta edizione del Concorso portoghese di cortometraggi, con 10 titoli in concorso, e presenta la prima nazionale di “No Azul Penumbra”, di Tomás Basílio, «This Feminine Side», di Alice Siniscalchi, e «A Vaqueira, a Dançarina e o Porco», di Stella Carneiro e Ary Zara, con un premio di 500 euro.

Proiezioni speciali

La serata di apertura del Queer Porto prevede la prima nazionale di “Garance” di Jeanne Herry, con Adèle Exarchopoulos, mentre la serata di chiusura vedrà la proiezione del film “Seis Meses en el Edificio Rosa con Azul” di Bruno Santamaría Razo.

Nella sezione Panorama, l’organizzazione mette in evidenza il titolo “Acting Like Women”, e questa sezione include anche – fuori concorso – opere quali “The Education of Jane Cumming” di Sophie Heldman, «It’s Dorothy!» di Jeffrey McHale e «Jim Queen» degli autori francesi Marco Nguyen e Nicholas Athané.

La sezione «Queer Resistance», che accomuna le edizioni di Queer Lisboa e Queer Porto «dedicata a un cinema di resistenza in territori politicamente e socialmente turbolenti», propone quest’anno «A Culinary Uprising: the Story of Bloodroot», di Annie Laurie Medonis, «A Song Without Home», di Rati Tsiteladze, «Gays Against Guns», di Paul Rowley, e «Fucking Different Generations», una raccolta di sette cortometraggi dall’approccio umoristico, poetico e riflessivo.

Il Queer Focus, intitolato «Figures of Queer Literature», presenterà quattro recenti documentari su scrittori e poeti: «Cinq regards», di Karim Debbagh, «Mary Oliver: Saved by the Beauty of the World», diretto da Sasha Waters, «Un Hombre Libre», di Laura Hojman, e «Life Story», diretto da Jessica Dunn Rovinelli.

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