Il piano ha suscitato un dibattito tra le regioni, ma i funzionari affermano che mira a migliorare l'equità e a riflettere i cambiamenti demografici, consentendo al contempo riforme a lungo rimandate, come la rappresentanza politica delle donne.

Il processo, previsto dopo il 2026, aggiornerà i confini delle circoscrizioni elettorali utilizzando i dati dei censimenti più recenti. I sostenitori sostengono che potrebbe rafforzare la democrazia garantendo un'equa rappresentanza, anche se permangono preoccupazioni sull'equilibrio regionale e sull'impatto politico.