Il Portogallo è vicino alla piena occupazione, ma la produttività dell’economia continua a rimanere indietro rispetto all’Unione Europea, secondo quanto riporta SIC Notícias.
Uno studio condotto dall’associazione Business Roundtable Portugal conclude che la produttività del Portogallo rimane al di sotto dei livelli del 2000.
Secondo il rapporto «Compare to Grow Snapshot», la produttività del lavoro per ora lavorata, misurata in parità di potere d’acquisto, era pari solo al 66,9% della media UE, al di sotto del livello relativo registrato nel 2000, quando si attestava al 67,6%.
«In termini relativi, la posizione del Portogallo nella classifica della produttività per ora lavorata si è notevolmente deteriorata dal 2000, passando dal 17° al 24° posto tra i 27 Stati membri dell’Unione Europea», si legge nel rapporto.
Occupazione ai massimi livelli
Ciò nonostante l’economia portoghese abbia registrato dati record sull’occupazione, con oltre cinque milioni di occupati, che rappresentano un tasso di occupazione del 79,6%, descritto nello studio come prossimo alla piena occupazione e superiore alla media dell’Unione europea del 76,1%.
Lo studio individua quattro ostacoli principali alla produttività: «il cronico sottoinvestimento sia da parte del settore pubblico che di quello privato, la predominanza di settori a basso valore aggiunto e a bassi salari nella creazione di posti di lavoro, la prevalenza di piccole imprese nel panorama imprenditoriale e gli elevati costi contestuali».
Aumentare gli investimenti produttivi
L’associazione raccomanda soluzioni che prevedano un aumento degli investimenti produttivi «attraverso un quadro normativo che renda i processi di concessione delle licenze più stabili e prevedibili», nonché «la promozione della crescita delle imprese mediante l’eliminazione degli ostacoli e il miglioramento delle condizioni per la loro capitalizzazione».
La BRP sostiene inoltre la necessità di «valorizzare il fattore lavoro» concentrandosi sulla «promozione di posti di lavoro qualificati nei settori tecnologici e sull’alleggerimento del carico fiscale sulla progressione salariale», riferisce SIC Notícias.
Secondo i calcoli contenuti nell’analisi, tra il 2011 e il 2024, considerando 12 settori di attività economica, sono stati creati oltre 680.000 posti di lavoro, con un valore aggiunto lordo (VAL) medio annuo di 40.400 euro.









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