L'Associazione portoghese per i farmaci a favore dell'equità sanitaria (Equalmed) ha esortato il governo ad adottare misure urgenti per prevenire la carenza di farmaci essenziali, tra cui un adeguamento dei prezzi di almeno il 5% per i farmaci fuori brevetto nel 2027.
L’associazione, che rappresenta il settore dei farmaci generici e biosimilari, ha chiesto oggi al governo di adottare misure urgenti per prevenire la carenza di farmaci essenziali, compreso un adeguamento dei prezzi di almeno il 5% per i farmaci fuori brevetto nel 2027.
In una dichiarazione, l’Associazione portoghese per i medicinali per l’equità sanitaria (Equalmed) afferma che la sostenibilità del settore richiede l’intervento del governo, alla luce dell’aumento dei costi energetici e logistici, dell’inflazione e delle interruzioni nelle catene di produzione e di approvvigionamento.
Di conseguenza — e proprio nel giorno in cui il bilancio dello Stato per il 2027 dovrà essere presentato al Parlamento — Equalmed propone misure volte a «mitigare l’attuale crisi dei carburanti, nonché ad affrontare altri fattori che hanno ridotto l’attrattiva del settore negli ultimi 20 anni».
Riforma dei prezzi
L’associazione sostiene la revisione del quadro normativo relativo alla determinazione e all’adeguamento dei prezzi dei medicinali fuori brevetto, chiedendo un tasso di adeguamento di almeno il 5% nell’ambito della revisione annuale dei prezzi del 2027.
Chiede inoltre l’eliminazione del prelievo straordinario a carico dell’industria farmaceutica per garantire «un accesso continuo ed equo ai medicinali essenziali». In alternativa, propone di armonizzare il prelievo al 2,5% per i medicinali generici e biosimilari nel mercato ospedaliero.
Un’altra misura proposta riguarda la revisione del modello di incentivazione per gli operatori sanitari, al fine di incoraggiare la prescrizione e la dispensazione di questi medicinali. L’associazione giustifica questa proposta citando le disparità nei tassi di adozione di questi farmaci in Portogallo rispetto ad
altri paesi.
João Paulo Nascimento, presidente di Equalmed, avverte nel comunicato che «le catene di produzione e di approvvigionamento dei farmaci generici e biosimilari stanno affrontando difficoltà da diversi anni, rendendo la produzione insostenibile in molti casi, specialmente in un settore in cui i margini sono ridotti».
Secondo l’associazione, le farmacie portoghesi dispensano ogni giorno oltre 326.000 confezioni di farmaci generici, eppure il prezzo medio dei generici è inferiore del 55,3% rispetto a quello dei farmaci di riferimento. Nel mercato ospedaliero, questa differenza di prezzo raggiunge il 96%.
«La pressione sul settore deriva da una combinazione di fattori, tra cui gli elevati costi energetici e logistici, l’inflazione, la delocalizzazione della produzione al di fuori dell’Europa, gli effetti della pandemia e gli attuali conflitti internazionali», osserva, avvertendo che «questo contesto aumenta il rischio di
ulteriori interruzioni dell’approvvigionamento e una ridotta disponibilità di medicinali essenziali».
Farmaci ritirati dal mercato
I dati presentati dall’associazione evidenziano inoltre un calo dell’offerta disponibile. Nel corso di un periodo di 12 anni che si concluderà a luglio 2026, sono state ritirate dal mercato ambulatoriale 2.453 confezioni di medicinali e 5.191 nel mercato ospedaliero.
Nel mercato ambulatoriale, il prezzo al dettaglio dei farmaci generici ritirati dal mercato nel 2026 era in media di 5,80 € per confezione, mentre nel mercato ospedaliero era di 0,66 € per unità.
«Data questa situazione produttiva insostenibile, sono frequenti le carenze di scorte di vari principi attivi nelle farmacie ed è molto comune che le gare d’appalto ospedaliere rimangano senza risposta — una situazione destinata a peggiorare se non verranno adottate misure politiche adeguate per incentivare il settore», avverte il funzionario.
L’accesso rimane disomogeneo
L’associazione avverte inoltre che si prevede che circa 100 medicinali biologici perderanno l’esclusività in Europa entro il 2032, e che per il 79% di essi non vi è attualmente alcun biosimilare in fase di sviluppo.
«Considerando che cinque dei dieci farmaci più costosi in ambito ospedaliero erano medicinali biologici, questa situazione potrebbe aggravare ulteriormente le disparità nell’accesso equo ai farmaci», avverte, sottolineando che la questione è «particolarmente rilevante» considerando che i tassi di utilizzo di questi farmaci negli ospedali del Servizio Sanitario Nazionale (SNS) «sono altamente diseguali», con dati eterogenei che vanno dal 6,4% al 99,2%, secondo i dati del luglio 2026.








Follow us on social media