La Direzione Generale della Sanità (DGS), tuttavia, sottolinea che il fatto che l’insetto sia stato individuato non implica la presenza di agenti patogeni né che i virus circolino attivamente nella comunità; il numero di casi trasmessi localmente nel Paese è ancora pari a zero.
I dati forniti dalla DGS e dalla Rete di sorveglianza dei vettori (REVIVE) mostrano che tutti i 18 casi di dengue e i quattro casi di chikungunya confermati nel Paese dall’inizio del 2026 sono casi importati, rilevati all’estero. Inoltre, le analisi dei campioni di zanzare raccolti sul campo — compresi i risultati più recenti nei comuni di Braga e Amares a seguito di segnalazioni da parte dei cittadini — non hanno rivelato alcuna presenza dei virus.
Su questa base, la DGS ha classificato i 40 comuni interessati come a rischio di “Livello 1” (allerta gialla), che richiede un monitoraggio rafforzato e l’eliminazione dei focolai di riproduzione, senza che sia necessario attivare i livelli di allerta “Arancione” (alto rischio) o “Rosso” (epidemia).
Cambiamento climatico
I cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature favoriscono l’insediamento di questa specie, un fenomeno osservato anche in altri paesi europei.
Al fine di ridurre il rischio di focolai locali derivanti da casi importati, le autorità invitano la popolazione a eliminare i contenitori con acqua stagnante — ad esempio, sottovasi, secchi o grondaie — a utilizzare repellenti per insetti e a segnalare eventuali avvistamenti tramite siti web quali MosquitoWeb e Mosquito Alert.









Follow us on social media