L'iniziativa è stata approvata con i voti favorevoli del PSD, le astensioni del PS e di Chega e i voti contrari dell'Iniziativa liberale (IL) e del PCP.

In una dichiarazione di voto, la deputata e presidente dell'IL ha motivato il suo voto contrario con il fatto che la questione affrontata è coperta dall'articolo 273 del Codice del lavoro e che la risoluzione "si basa su un principio sbagliato".

Mariana Leitão ha sostenuto che "gli aumenti successivi per decreto" non creano ricchezza e che fissare il salario minimo per decreto non "cambierà il paradigma del Paese".

Da parte del PS, Miguel Cabrita ha considerato la proposta "ridondante" e ha sottolineato che, sebbene l'attuale accordo di concertazione sociale preveda gli obiettivi per il salario minimo nazionale fino al 2028, quest'anno il Governo non ha avviato alcuna "discussione aggiuntiva" in materia e, d'altro canto, sta promuovendo la precarietà con il progetto di riforma della legislazione sul lavoro.

Anche Felicidade Vital, di Chega, ha criticato la bozza di risoluzione, affermando che "è sempre la stessa" e ha sostenuto che spetta al partito che sostiene il governo "fornire risposte concrete". Alfredo Maia, del Pcp, ha affermato che il documento "non risolve né affronta le cause" dei bassi salari del Paese e, insieme a Miguel Cabrita, ha sottolineato "l'offensiva in corso contro i lavoratori e i loro diritti".

La deputata socialdemocratica Carla Barros ha respinto le critiche sulla ridondanza della risoluzione, affermando che si tratta di "un rafforzamento" della "continua manifestazione del PSD sulle questioni del reddito e dei salari", pur ammettendo che "c'è molto da fare".

Il progetto di risoluzione socialdemocratico raccomanda al Governo di rafforzare il dibattito in seno alla Concertazione sociale per "continuare a evolvere nel progressivo aumento dei redditi dei cittadini", in particolare il salario minimo e il salario medio, anche se non definisce cifre specifiche.

L'accordo, firmato nell'ottobre 2024 tra il Governo, le quattro confederazioni imprenditoriali e l'Unione Generale dei Lavoratori (UGT), ha rivisto al rialzo il salario minimo nazionale, prevedendo aumenti annuali di 50 euro, in modo da raggiungere 1.020 euro nel 2028.

Tuttavia, dopo le elezioni generali del 18 maggio, l'esecutivo ha fissato nel suo programma di governo un nuovo obiettivo per l'intera legislatura, puntando a far raggiungere al salario minimo garantito 1.100 euro lordi al mese nel 2029.

Il salario minimo nazionale è salito quest'anno a 920 euro e l'accordo prevede un aumento a 970 euro nel 2027 e a 1.020 euro nel 2028.

D'altro canto, l'accordo stabilisce anche dei parametri di riferimento per l'aumento del salario medio (che non dipende da un decreto governativo), prevedendo che esso raggiunga i 1.731 euro nel 2026, i 1.809 euro nel 2027 e i 1.890 euro nel 2028.

È stato inoltre approvato all'unanimità il parere da sottoporre alla Commissione per il bilancio, le finanze e la pubblica amministrazione sul Conto generale dello Stato per il 2024.