Tra queste, le modifiche alle norme che regolano lo smantellamento delle sale cinematografiche, gli incentivi per l'ammodernamento delle attrezzature, la creazione di una tessera per i film indipendenti e le quote per i film portoghesi.
Gruppo creato dal Governo
Il gruppo di lavoro è stato creato dal Governo in seguito a un aumento significativo delle richieste di dismissione dell'attività cinematografica. Ha consegnato la sua relazione finale il 27 marzo e l'ha presentata formalmente al Ministro della Cultura il 6 aprile.
Il documento, reso pubblico, delinea una diagnosi del settore. Rileva la concentrazione dell'offerta nei grandi centri urbani, il calo degli spettatori al cinema e la crescita delle piattaforme di streaming. Propone una risposta suddivisa in tre assi prioritari interconnessi: attrezzature, programmazione e pubblico.
Revisione delle procedure di declassificazione
Il documento propone di rivedere le procedure di declassificazione delle sale cinematografiche, di consultare gli enti culturali e le autorità locali, di fornire incentivi per la riabilitazione delle sale urbane e di adattare gli spazi pubblici alle proiezioni cinematografiche.
Raccomanda inoltre di sostenere l'efficienza energetica e la modernizzazione tecnologica dei cinema. Ciò è in linea con la sostenibilità ambientale e rafforza la competitività delle strutture.
Sigillo d'autore
Tra le proposte, spiccano la creazione di un "marchio di prossimità e d'autore", finalizzato a "contrattare un sostegno finanziario condizionato al rispetto della quota di cinema portoghese/europeo", e la riorganizzazione della tipologia di cinema, con incentivi per la trasformazione di cinema singoli in complessi "multipoint" con due o tre schermi.
Formazione dei programmatori cinematografici
Nel campo della programmazione, il rapporto sottolinea la necessità di formare e potenziare le capacità dei programmatori e dei mediatori cinematografici, in particolare dei tecnici comunali e degli agenti culturali, nonché di rafforzare le associazioni e le sale cinematografiche. Si propone inoltre di promuovere l'esposizione del patrimonio cinematografico, in particolare delle opere del catalogo recuperato della Cineteca, nella rete delle sale comunali e nella Rete portoghese di sale e cinema-teatri (RTCP), nonché di digitalizzare e rendere disponibile il cinema portoghese.
Garantire le proiezioni cinematografiche
Il documento raccomanda anche di stabilire protocolli per garantire proiezioni cinematografiche regolari nelle regioni poco servite, soprattutto nell'interno del Paese.
Il gruppo di lavoro suggerisce anche di rafforzare il coordinamento istituzionale tra la RTP, la Direzione Generale delle Arti (DGArtes), l'Istituto del Cinema e degli Audiovisivi (ICA) e l'Ispettorato Generale delle Attività Culturali (IGAC), compresa una revisione del processo di accreditamento e di supporto alla programmazione della RTP per integrare l'ICA e l'IGAC.
Per quanto riguarda il pubblico, si propone uno studio approfondito per comprendere le motivazioni, le abitudini e gli ostacoli al consumo di film e per rafforzare le azioni del Piano Nazionale Cinema, tra cui l'aumento dei finanziamenti, della formazione e dei materiali educativi.
Pass per il cinema
Tra le misure proposte, spicca la creazione di un "Pass Nazionale Cinema Indipendente" - una "misura di incentivazione per i giovani ad andare al cinema" - basato su un modello di abbonamento mensile, volto a fidelizzare il pubblico e a garantire una maggiore prevedibilità dei ricavi per esercenti e distributori.
Il gruppo di lavoro ha citato, a titolo di esempio, alcuni casi internazionali che hanno dimostrato modelli di successo nella promozione del cinema d'autore e diversificato.
Garantire la diversità
Il gruppo di lavoro ritiene che la crisi del settore richieda un'azione coordinata tra lo Stato, gli enti locali e gli operatori culturali per garantire la diversità, l'accessibilità e la sostenibilità del cinema in Portogallo, e auspica quindi un'azione continua e integrata per recuperare le abitudini di frequentazione delle sale.
"Il cinema è uno spazio di incontro, di sorpresa e di emozioni condivise, ed è proprio questo carattere insostituibile che rende urgente il recupero e il rafforzamento delle abitudini di frequentazione delle sale", si legge nel rapporto.
Conservazione del cinema
Ricordando che "il cinema portoghese ha una lunga storia e una notevole presenza internazionale, soprattutto se si considerano le dimensioni del Paese", il gruppo di lavoro ribadisce che la conservazione, la modernizzazione e la rivitalizzazione delle sale cinematografiche sono un investimento nel presente e nel futuro della cultura portoghese.
Coinvolgere i comuni
A seguito delle conclusioni di questo rapporto, il Ministero della Cultura, della Gioventù e dello Sport ha annunciato che i comuni e le organizzazioni con responsabilità nel settore cinematografico saranno coinvolti nella valutazione dell'impatto culturale che la declassificazione dei cinema ha sui territori interessati.
Le nuove fasi di indagine prevedono la partecipazione dell'ICA (Istituto Portoghese di Cinema e Audiovisivi), della DGArtes (Direzione Generale delle Arti), della Cineteca Portoghese e delle autorità locali.
Consultazione delle parti interessate
Creato nell'ottobre 2025, il gruppo di lavoro ha consultato decine di stakeholder del settore, tra cui produttori, distributori, esercenti, associazioni, festival, centri commerciali ed enti pubblici come i consigli comunali.
Nel 2025 sono state presentate 32 richieste di declassificazione di sale cinematografiche e altre 12 sono state presentate dall'inizio di quest'anno.
Esercizio cinematografico commerciale
Il panorama dell'esercizio cinematografico commerciale nei multiplex all'interno dei centri commerciali subirà una diversa riconfigurazione nel 2026, a causa della chiusura dei cinema Cineplace, sottoposti a procedura concorsuale, e di alcuni NOS Lusomundo Cinemas, leader del mercato.
Secondo i dati dell'Istituto Portoghese del Cinema e dell'Audiovisivo, a gennaio di quest'anno l'esercizio cinematografico era limitato a 450 schermi, con una diminuzione di 112 schermi rispetto al 2025.
Con la chiusura di sale cinematografiche negli ultimi mesi, almeno cinque capoluoghi di distretto sono privi di proiezioni cinematografiche commerciali regolari: Beja, Bragança, Guarda, Portalegre e Viana do Castelo.
Anche Leiria è inclusa, avendo perso le proiezioni dei suoi cinema Cineplace e CinemaCity nel primo trimestre di quest'anno, quest'ultimo a causa dei danni provocati da una tempesta.








