"Ci sono solo cinque isole in tutto il mondo che hanno una documentazione fossile di balene. E Santa Maria è una di queste", ha dichiarato il ricercatore principale del Centro per la ricerca sulla biodiversità e le risorse genetiche(CIBIO-Azores), Sérgio Ávila, nelle dichiarazioni rilasciate a Lusa.
Ritrovate le vertebre
Secondo il ricercatore dell'Università delle Azzorre, mentre nelle altre quattro isole è stato trovato solo "un dente o un pezzo di vertebra", a Santa Maria "ci sono almeno cinque o sei luoghi in cui sappiamo di vertebre di questi grandi cetacei marini che sono conservate nella documentazione fossile".
Sérgio Ávila coordina un team dedicato allo studio, alla conservazione e alla divulgazione scientifica del prezioso patrimonio paleontologico di Santa Maria, la più antica delle nove isole dell'arcipelago, che ospita il più grande deposito di fossili a cielo aperto dell'Atlantico settentrionale.
"Negli ultimi 20 anni abbiamo condotto studi approfonditi sull'isola. Continuiamo ad aprire e chiudere porte a diverse aree di ricerca", ha spiegato, indicando che abbiamo ancora "tra i 10 e i 20 articoli scientifici" in preparazione su Santa Maria, alcuni dei quali, una volta pubblicati, avranno "un impatto globale".
Sforzo congiunto
Il ricercatore ha sottolineato che il lavoro svolto sull'isola è il risultato dello sforzo congiunto di oltre 80 ricercatori di vari settori, nonché di collaboratori interdisciplinari che hanno accompagnato gli scienziati in tutte le spedizioni a Santa Maria.
"È un'isola davvero unica. Ha una storia geologica molto interessante e un patrimonio paleontologico che non ha praticamente eguali al mondo", ha sottolineato.
Sérgio Ávila ha anche spiegato che la storia geologica dell'isola è rara, simile solo ad altre isole di Capo Verde, come l'isola di Sal.
"Nei prossimi quattro o cinque anni continueremo a pubblicare materiale sull'isola. In questo momento, Santa Maria è certamente una delle isole più conosciute al mondo per quanto riguarda la fauna terrestre e marina e, in particolare, per quanto riguarda i fossili, cioè il suo patrimonio paleontologico", ha sottolineato.
Conservare le scoperte
Il 28 agosto 2018, con Decreto Legislativo Regionale, è stato istituito il Paleoparco di Santa Maria per preservare le caratteristiche paleontologiche e geologiche di Santa Maria.
Secondo la normativa, il Paleoparco di Santa Maria è tenuto a seguire un piano d'azione.
Sérgio Ávila ha sottolineato che è stato possibile creare il primo paleoparco al mondo, che copre l'intera isola e protegge i depositi fossili esistenti, in un processo che, all'epoca, prevedeva la collaborazione dell'Associazione Paleontologica Internazionale e del Geoparco delle Azzorre.
Si tratta del primo paleoparco al mondo che protegge l'intero patrimonio paleontologico di un'isola.
Suscitare interesse a livello internazionale
Il ricercatore ha aggiunto che il modello delle Azzorre ha già suscitato l'interesse dei governi delle Isole Canarie e di Capo Verde, che stanno valutando la possibilità di realizzare strutture simili ispirate all'esempio di Santa Maria.
"Il Paleoparco di Santa Maria ha forza di legge", ha sottolineato Sérgio Ávila, spiegando che questo quadro consente la creazione di aree ad accesso limitato o completamente protette per la conservazione del patrimonio paleontologico.
L'isola dispone anche di una Casa dei Fossili, un'ala espositiva integrata nel Centro di Interpretazione Ambientale Dalberto Pombo (CIADP), situato nella zona storica di Vila do Porto, per presentare la collezione paleontologica e geologica di Santa Maria.
Secondo le informazioni disponibili sul sito web della Segreteria Regionale per l'Ambiente e l'Azione per il Clima, la Casa dei Fossili "ospita la collezione del naturalista Dalberto Pombo, pioniere nello studio della diversità geologica e biologica dell'isola, e il suo obiettivo principale è quello di promuovere la conoscenza del patrimonio naturale in modo dinamico e interattivo".









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