«Si avvia ora un impegnativo processo di transizione istituzionale, che sarà portato avanti in modo partecipativo e in stretto coordinamento con la comunità accademica e i vari partner dell’istituzione», ha dichiarato all’agenzia di stampa Lusa il presidente dell’Istituto Politecnico di Leiria, Carlos Rabadão.
Secondo Carlos Rabadão, «nel corso di questo processo saranno promossi spazi di riflessione e discussione sulle varie dimensioni strategiche e organizzative della futura università, tra cui l’approvazione dei nuovi statuti, il modello organizzativo e altri strumenti strutturanti dell’ULO».
«Enorme importanza»
Il presidente del Politecnico di Leiria ha affermato che la pubblicazione del decreto, avvenuta dopo la sua promulgazione da parte del Capo dello Stato, António José Seguro, riveste «enorme importanza», concretizzando «un’ambizione da tempo condivisa dall’intera comunità accademica e dalla regione».
Per Carlos Rabadão, l’ULO «nasce con la missione di essere un vero motore di conoscenza, innovazione e sviluppo sostenibile, trasformando Leiria e l’Ovest in un territorio in cui la conoscenza genera impatto, dove il talento trova opportunità e dove l’innovazione si traduce in maggiore competitività».
Il Politecnico di Leiria ha avviato la propria attività nel 1980. Conta cinque facoltà di istruzione superiore: tre a Leiria (Tecnologia e Gestione, Salute, Educazione e Scienze Sociali), una a Caldas da Rainha (Arti e Design) e un’altra a Peniche (Turismo e Tecnologia Marina).
Dispone inoltre di centri di formazione e di 15 unità di ricerca. La sua comunità accademica comprende 14.500 studenti e circa 1.650 docenti, ricercatori, tecnici e personale amministrativo.
Il 21 maggio, il Consiglio dei Ministri, in una riunione decentrata tenutasi a Pombal (distretto di Leiria), ha approvato la creazione dell’ULO.
Il decreto-legge pubblicato oggi, che entrerà in vigore tra due settimane, riconosce che il Politecnico di Leiria «ha consolidato, nel corso di oltre quattro decenni, un percorso di grande rilevanza nell’ambito dell’istruzione superiore e della formazione, della ricerca, dell’internazionalizzazione e di un forte legame con il tessuto economico e sociale della regione di Leiria e dell’Oeste.»
«(…) Si è affermato come centro strutturante per lo sviluppo regionale, contribuendo in modo decisivo alla qualificazione della popolazione, alla modernizzazione del tessuto imprenditoriale e alla valorizzazione del territorio, in stretto coordinamento con i comuni, le imprese e altri enti pubblici e privati», si legge nel documento.
Decisione strategica
Il documento sostiene che la creazione dell’ULO sia «una decisione strategica di politica pubblica, volta a rafforzare la coesione territoriale e a consolidare la rete pubblica dell’istruzione superiore, creando le condizioni per approfondire la capacità di ricerca di tale istituzione, ampliando l’offerta di istruzione superiore universitaria, compresi i dottorati, e intensificandone l’integrazione nelle reti nazionali e internazionali di ricerca e innovazione».
Il decreto-legge, che pone fine al Politecnico di Leiria, elenca, tra gli altri aspetti, le questioni relative agli studenti, alle risorse umane e al patrimonio, aggiungendo che l’ULO assume «la totalità delle attribuzioni e delle competenze e l’universalità dei diritti e degli obblighi» del primo.
«La Scuola Superiore di Scienze della Salute di Leiria e la [nuova] Scuola Superiore di Tecnici Specializzati, integrate nell’ULO, hanno natura politecnica a tutti gli altri fini giuridici, compreso lo statuto della carriera docente».
L’entrata in funzione dell’ULO avviene in regime di insediamento, durante il quale «gli organi di governo e di gestione dell’ULO» sono costituiti dal rettore, dalla commissione di insediamento e dal consiglio di gestione. «Il processo di insediamento ha inizio con l’entrata in vigore dello statuto provvisorio dell’ULO e con la nomina dei titolari di tutti gli organi di governo e di gestione», si legge nel documento, e «il progetto di statuto provvisorio viene presentato dal presidente dell’IPL entro 15 giorni» all’autorità di vigilanza.








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