Il gruppo di investitori titolari del “Golden Visa” ha presentato un reclamo collettivo all’Ufficio del Difensore civico e intende incontrare la nuova Difensora civica entro i prossimi 15 giorni.
Gli investitori chiedono alla nuova Mediatrice, Luísa Neto, di deferire la nuova legge sulla cittadinanza alla Corte costituzionale e di intercedere presso il Governo affinché si trovi una soluzione per tutelare le persone che avevano già presentato domanda di cittadinanza o che attendono da anni il permesso di soggiorno.
Il quotidiano ECO riferisce che gli investitori chiedono l’istituzione di un regime transitorio, in base al quale il termine di legge decorra dal momento della presentazione della domanda. Qualora il Governo non dovesse fornire una risposta, il gruppo di 1.260 investitori procederà a settembre con un’azione legale che potrebbe coinvolgere 2.000 investitori.
La nuova legge sulla cittadinanza non ha modificato il programma del «visto d’oro»; tuttavia, ha raddoppiato il tempo necessario agli stranieri per ottenere un passaporto portoghese, portandolo da cinque a dieci anni. La stessa testata rivela inoltre che il termine per l’ottenimento del passaporto decorre solo dal momento del ricevimento del permesso di soggiorno, e non dalla data di presentazione formale della domanda, come avveniva in passato.
Sono in discussione modifiche che interessano gli investitori che hanno avviato l’iter per la cittadinanza tramite un visto di investimento, ovvero l’ARI o il visto d’oro. Molti di questi investitori sono stati colti alla sprovvista dai cambiamenti e dichiarano di essere pronti a intraprendere un’azione legale contro lo Stato portoghese.
Catarina Almeida Garrett, cofondatrice di AGPC, citata da ECO, afferma che sono pronti ad avviare un procedimento legale a settembre se entro tale data non sarà stata trovata una soluzione.
AGPC Investments è una delle società che rappresentano i 1.260 investitori titolari di visto d’oro menzionati in precedenza nell’articolo.







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