Tuttavia, i turisti stanno inserendo sempre più spesso nei loro itinerari una tappa piuttosto banale: il supermercato.
Il crescente interesse nell’esplorare i negozi di alimentari durante i viaggi è stato soprannominato “turismo alimentare” e sta diventando parte di una ricerca più ampia di esperienze locali e quotidiane.
Come riportato dalla BBC, i supermercati e i minimarket stanno attirando visitatori desiderosi di scoprire cosa la gente acquista, mangia e utilizza realmente nella vita di tutti i giorni.
Rapporto sui viaggi
Un rapporto sui viaggi del 2026 ha rilevato che il 77% dei turisti ama visitare i supermercati all’estero, mentre Condé Nast Traveller ha definito il turismo dei supermercati una tendenza di viaggio di quest’anno.
Un supermercato offre un’istantanea della vita in un determinato paese, dai marchi e dai sapori sconosciuti alle diverse confezioni, agli snack e ai prodotti che potrebbero non essere disponibili nel proprio paese d’origine.
Per i turisti, anche una semplice sessione di shopping può diventare parte integrante della vacanza: una visita al 7-Eleven di Tokyo può significare andare alla ricerca dei suoi famosi panini all’uovo, mentre una tappa al Mercadona di Barcellona può offrire uno sguardo sui prodotti e sulle abitudini di acquisto dei consumatori spagnoli.
Secondo la BBC, la psicologa del consumo Kate Nightingale, fondatrice di Humanising Brands, collega questa tendenza al desiderio di esperienze che sembrino più autentiche e meno studiate appositamente per i turisti.
Nightingale sostiene che passeggiare in un supermercato straniero possa offrire ai visitatori la possibilità di immaginarsi di vivere sul posto, senza dover prenotare un tour o visitare un’attrazione creata appositamente.
Associazione mnemonica
Charles Spence, professore di psicologia sperimentale a Oxford, ha dichiarato alla BBC che l’ambiente circostante può influenzare il modo in cui percepiamo ciò che mangiamo.
Uno snack o una bevanda scoperti durante un viaggio possono venire associati al clima, all’ambiente circostante e alle emozioni del viaggio, il che significa che possono sembrare diversi quando vengono gustati di nuovo a casa.
Per i rivenditori, ciò crea un’ulteriore opportunità per diventare parte dell’esperienza di viaggio.
Un prodotto insolito, una confezione distintiva o un gusto introvabile nel paese d’origine del visitatore possono trasformare un normale acquisto in qualcosa che vale la pena ricordare, fotografare e condividere online.
Un fenomeno emergente
Il fenomeno ha iniziato a manifestarsi anche sulle piattaforme turistiche.
In Finlandia, K-Supermarket sarebbe diventata la prima catena di supermercati ad avere punti vendita inseriti su Tripadvisor come attrazioni turistiche. Uno dei luoghi in evidenza a Helsinki ha degli alveari sul tetto, e il miele prodotto lì fa parte dell’offerta del negozio.
Tuttavia, la popolarità del turismo alimentare solleva anche un problema insolito: un numero eccessivo di turisti può compromettere proprio ciò che li ha attratti in primo luogo.
Un minimarket Lawson a Kawaguchiko, in Giappone, è diventato particolarmente popolare grazie alla vista del Monte Fuji visibile dietro il negozio, ma il numero di visitatori è diventato alla fine così elevato che sono state introdotte misure di controllo della folla, tra cui transenne e personale di sicurezza.








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