La sentenza ha respinto i tentativi di Meta e TikTok di bloccare i procedimenti, ritenendo che la Sezione 230 non impedisca automaticamente l’avvio di azioni legali. Le accuse sostengono che le piattaforme abbiano incoraggiato un uso compulsivo, esposto i minori a contenuti dannosi e omesso di verificare l’età degli utenti.

Le accuse, avanzate da amministrazioni statali e locali nonché da singole famiglie, non sono ancora state esaminate in sede processuale e sono negate o contestate dalle società. In un caso separato, quattro procuratori generali statali chiedono a Meta il pagamento di sanzioni per circa 1,4 trilioni di dollari, sostenendo che la società abbia fuorviato l’opinione pubblica in merito alla sicurezza della piattaforma, dando priorità al coinvolgimento degli utenti e ai ricavi.








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