L’arcipelago gode di una posizione straordinaria tra l’Europa e le Americhe ed è relativamente vicino alle rotte che collegano anche l’Africa. Forse è giunto il momento di iniziare a guardare a questa geografia da una nuova prospettiva: quella dell’economia digitale.

È stata un’altra delle riflessioni che ho tratto dall’Atlantic Convergence 2026. Nel corso delle discussioni su cavi sottomarini, connettività, data center, sicurezza e sovranità digitale, è emerso chiaramente che territori che per decenni abbiamo considerato periferici possono acquisire un’importanza diversa quando iniziamo a guardare il mondo attraverso le reti che trasportano i dati.

Le Azzorre sono ben consapevoli di questa realtà. La loro posizione nell’Atlantico ha sempre avuto un valore strategico. Nel corso della storia, hanno funguto da punto di appoggio per le rotte marittime e aeree, le comunicazioni e la sicurezza nell’Atlantico. La trasformazione digitale non elimina questa importanza geografica, ma vi aggiunge una nuova dimensione.

I cavi sottomarini sono oggi infrastrutture essenziali per il funzionamento delle economie moderne. Maggiore è la nostra dipendenza dal cloud, dall’intelligenza artificiale e dai servizi digitali, maggiore è l’importanza della sicurezza, della ridondanza e della diversità delle rotte attraverso cui circolano le informazioni.

È proprio in questo contesto che la posizione delle Azzorre merita di essere considerata in chiave strategica.

Ciò non significa che l’arcipelago debba trasformarsi in un’enorme distesa di centri dati. Sarebbe una semplificazione di una questione ben più interessante. Significa comprendere in che modo la sua posizione possa contribuire a un’infrastruttura atlantica più resiliente e, al contempo, creare nuove opportunità economiche per la regione.

Se alla connettività aggiungiamo energia, capacità tecnologica, ricerca, monitoraggio delle infrastrutture marittime, sicurezza informatica e servizi specializzati, iniziamo a parlare di qualcosa di molto più grande di un semplice luogo attraversato da un cavo.

Abbiamo iniziato a parlare di un possibile nodo dell’Atlantico digitale.

Naturalmente, le sfide non mancano. L’insularità, le dimensioni del mercato, il fabbisogno energetico e la tutela ambientale ci impongono di valutare con grande attenzione qualsiasi investimento. Ma strategia non significa costruire tutto. Significa comprendere in anticipo ciò che un territorio può rappresentare e decidere dove vogliamo posizionarlo.

Forse questo è anche un buon esempio di come dobbiamo aggiornare il nostro modo di concepire il Portogallo. Il territorio nazionale non si esaurisce nel continente e la nostra posizione nell’Atlantico non si limita alla costa tra Viana do Castelo e l’Algarve.

Le Azzorre collocano il Portogallo al centro dell’Atlantico.

Per secoli questa posizione è stata importante per navi e aerei. Nel XXI secolo potrebbe esserlo anche per i dati. Quella che abbiamo a lungo definito «periferia» potrebbe essere molto più vicina al centro di quanto immaginassimo.

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