In un comunicato, l’università ha sottolineato che l’iniziativa “mira a creare una ‘valle dell’idrogeno nell’Alentejo’, sfruttando le infrastrutture esistenti e i nuovi investimenti per sviluppare e testare soluzioni lungo l’intera catena del valore”.
Il progetto mira a «passare dalla ricerca e dalla pianificazione alla dimostrazione di applicazioni concrete, valutando sul campo come l’idrogeno rinnovabile possa essere integrato nei trasporti locali, negli edifici e nei sistemi energetici», ha aggiunto il comunicato.
Lanciato nel 2024 e con durata prevista fino al 2030, il progetto H2tALENT riunisce 29 partner provenienti da sette paesi – tra cui università, aziende, comuni, centri tecnologici ed enti pubblici – con un budget complessivo di nove milioni di euro.
Secondo l’UÉ, la mobilità sarà uno dei settori in cui verrà testata la tecnologia; i piani prevedono il sostegno alla conversione delle flotte di veicoli comunali e di servizio pubblico a sistemi alimentati a idrogeno ad Alandroal, nel distretto di Évora.
A Évora, ha osservato l’istituzione, l’attenzione sarà rivolta all’utilizzo dell’idrogeno per il riscaldamento degli edifici. Tra le dimostrazioni previste figura l’utilizzo di un sistema di miscelazione di idrogeno e gas naturale presso la piscina comunale.
Sull’isola di Culatra, nell’Algarve, il progetto includerà una componente incentrata sullo sviluppo di una comunità basata sulle energie rinnovabili, caratterizzata dallo stoccaggio di idrogeno e dalla sua integrazione con le reti intelligenti.
Il sistema produrrà idrogeno rinnovabile utilizzando l’elettricità in eccesso generata durante i periodi di picco della produzione solare; tale idrogeno verrà poi immagazzinato e utilizzato per generare nuovamente elettricità nei momenti di elevata domanda e di minore produzione solare, è stato precisato.
Secondo l’università, queste iniziative integrano la componente di produzione di idrogeno rinnovabile — noto anche come idrogeno “verde” — a Sines, nel distretto di Setúbal, dove è previsto un impianto elettrolitico da 15 megawatt.
«L’idrogeno rinnovabile prodotto potrà successivamente essere immesso nella rete del gas naturale e/o trasportato verso varie destinazioni di utilizzo finale, rendendo possibile testare l’intera filiera — dalla produzione e dal trasporto allo stoccaggio e al consumo», si legge nel comunicato.
Hugo Gonçalves Silva, professore di fisica all’Università di Évora (UÉ) e coordinatore di H2tALENT, ha dichiarato nel comunicato stampa che il progetto mira a «coprire l’intero spettro, dalla produzione di idrogeno rinnovabile al suo trasporto e utilizzo, abbracciando l’intera catena del valore».
Nel complesso, l’UÉ ha sottolineato che «il progetto prevede la produzione di oltre 500 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno, destinato a varie applicazioni nei settori dell’industria, della mobilità e dell’edilizia».
Il programma Horizon della Commissione europea finanzia H2tALENT attraverso l’impresa comune «Clean Hydrogen».









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