L'associazione ambientalista intende potenziare le strutture esistenti, trattare i rifiuti organici prima dello smaltimento in discarica e separare i rifiuti domestici da quelli commerciali.
Il 6 ottobre, l’ingegnere ambientale Rui Berkemeier ha dichiarato che l’associazione ha presentato le proprie proposte al ministro dell’Ambiente durante un incontro tenutosi il venerdì precedente.
ZERO chiede ad Algar, la società responsabile della gestione dei rifiuti nell’Algarve, di potenziare e ampliare i due impianti di trattamento meccanico-biologico per ridurre la quantità di rifiuti destinati alla discarica.
Procedure di separazione
Un’altra priorità immediata è quella di distinguere i rifiuti domestici da quelli generati dalle imprese, compresi gli alberghi e altre attività economiche.
Rui Berkemeier ha affermato che le imprese che producono più di 1.100 litri di rifiuti di tipo comunale al giorno dovrebbero disporre di propri sistemi di gestione dei rifiuti.
Tuttavia, ritiene che l’Algarve non stia applicando pienamente questo requisito, aumentando così la pressione sulle discariche.
Per i rifiuti misti che non possono essere separati alla fonte, ZERO preferisce utilizzare le infrastrutture esistenti piuttosto che costruire nuovi impianti o investire nell’incenerimento, sostenendo che trovare sedi adeguate per i nuovi impianti potrebbe creare ulteriori difficoltà politiche.
Trattamento biologico
ZERO ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo al trattamento dei rifiuti biodegradabili, in particolare degli scarti alimentari e di altro materiale organico.
Il trattamento meccanico-biologico consente di trattare questi rifiuti prima dello smaltimento, contribuendo a limitare i problemi legati alle discariche, tra cui odori sgradevoli, emissioni di metano e acque reflue più difficili da trattare.
L’associazione ritiene inadeguato il Piano d’Azione per i Rifiuti Urbani (PAPERSU) di Algar, sostenendo che le misure proposte lascerebbero circa 70.000 tonnellate di rifiuti non trattati.
Berkemeier ha aggiunto che i rifiuti organici non dovrebbero continuare a finire in discarica senza essere trattati, insistendo sul fatto che debbano essere sottoposti a un trattamento adeguato prima dello smaltimento.
Nuova discarica
Una valutazione ambientale relativa a una nuova sezione della discarica sanitaria di Sotavento a Loulé ha alimentato le preoccupazioni di ZERO riguardo alle attuali pratiche di gestione dei rifiuti.
La Dichiarazione di Impatto Ambientale, emessa dalla Commissione di Coordinamento e Sviluppo Regionale dell’Algarve, ha espresso un parere favorevole condizionato alla Cellula D proposta.
Si prevede che questa nuova sezione possa accogliere circa 875.000 tonnellate di rifiuti, con depositi annuali pari a 150.000 tonnellate e una durata operativa stimata compresa tra i cinque e gli otto anni.
La valutazione ha inoltre messo in evidenza le osservazioni presentate da ZERO e dall’associazione ambientalista Almargem durante la consultazione pubblica, tra cui le preoccupazioni relative all’immissione di rifiuti organici non trattati nelle discariche e le carenze nei sistemi di raccolta e selezione dei rifiuti.
Secondo la valutazione, il conferimento di rifiuti con una frazione organica instabile viola il quadro normativo che disciplina lo smaltimento in discarica.
ZERO ritiene che ciò rafforzi la necessità di modificare le pratiche esistenti e di impedire il conferimento di rifiuti misti contenenti materiale biodegradabile senza un trattamento preventivo.
Valutazioni alternative
L’associazione ha inoltre criticato il ministro dell’Ambiente per aver pubblicamente sostenuto l’incenerimento senza menzionare il trattamento meccanico-biologico come alternativa.
Secondo Berkemeier, il ministro ha affermato durante il loro incontro che tutte le soluzioni restavano in esame.
ZERO auspica che lo studio previsto dall’Agenzia portoghese per l’Ambiente (APA) esamini i sistemi di trattamento già operativi in Algarve, insieme alle alternative utilizzate con successo in altre zone del Portogallo, compreso l’Alentejo.
L’associazione sostiene che si dovrebbe valutare adeguatamente il potenziamento delle infrastrutture esistenti e il miglioramento della gestione dei rifiuti organici prima di decidere in merito a nuovi impianti o all’incenerimento.








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