Il 23 ottobreBolt ha affermato che la rimozione degli scooter dalle strade di Lisbona potrebbe comportare una riduzione delle opzioni di spostamento convenienti e sostenibili per i residenti. Secondo Bolt, nel 2025 la maggioranza degli spostamenti è stata effettuata da residenti locali, come riporta l’Algarve Daily News.
«Nel 2025, il 78% delle corse [sui monopattini condivisi] è stato effettuato da residenti, soprattutto per gli spostamenti del primo e dell’ultimo miglio e per collegarsi ai mezzi pubblici. Rimuoverli dalle strade della città riduce le opzioni di mobilità accessibili, economiche e sostenibili a disposizione di chi vive a Lisbona», ha affermato Bolt in una dichiarazione scritta inviata ai giornalisti.
Questa dichiarazione fa seguito all’approvazione da parte del Comune di Lisbona di una proposta dell’amministrazione di Carlos Moedas (PSD) volta a sospendere i servizi di monopattini elettrici condivisi nella capitale entro la fine dell’anno.
Seguendo gli esempi europei
Secondo l’amministrazione locale, la decisione «contribuisce a una città più organizzata e sicura, con uno spazio pubblico più ordinato e rispettoso per tutti», e segue l’esempio di altre capitali europee, come Parigi, Madrid o Bruxelles, riporta il *Diário de Notícias*.
In un comunicato stampa, Carlos Moedas, sindaco di Lisbona, ha affermato che la rimozione dei monopattini elettrici era una misura necessaria. «È stato un passo necessario che dovevamo compiere. Ne sono prova, ad esempio, i problemi legati al parcheggio improprio di questi veicoli negli spazi pubblici e il conseguente disagio per il traffico pedonale, che colpisce in particolare gli anziani, le persone con mobilità ridotta, i non vedenti, i bambini e le famiglie con passeggini. La mobilità dolce è fondamentale, ed è qualcosa che sosteniamo, ma le diverse modalità di trasporto devono coesistere e garantire la sicurezza e il rispetto di chi utilizza gli spazi pubblici».
Limiti di velocità e posti di parcheggio
Bolt sostiene di aver rispettato le disposizioni previste dall’accordo del 2023 con il Comune: una velocità massima limitata a 20 km/h e l’obbligo di parcheggio nelle aree designate.
«I posti di sosta sono stabiliti dal Comune, non dagli operatori. Circa il 70% dei circa 1.900 posti attualmente designati si trova sui marciapiedi», ha affermato l’azienda.
Dal 2023, Bolt ha proposto «centinaia di alternative più adeguate, meglio segnalate e meglio distribuite» per facilitare il parcheggio corretto e liberare spazio per i pedoni.
L’azienda sostiene di essersi persino offerta di finanziare la segnaletica, la segnaletica orizzontale e le stazioni di parcheggio dedicate, e sostiene che il miglioramento delle infrastrutture rappresenti un’altra soluzione.
Bolt riconosce che la scarsa disponibilità di parcheggi «colpisce in particolare le persone che hanno maggiori difficoltà a spostarsi a piedi», ma sostiene che la soluzione sia «disporre di posti auto lontani dai marciapiedi e chiaramente segnalati».
Bolt ha dichiarato che attualmente si fa carico dell’intero costo delle misure di controllo, compresi il traino, le multe e il deposito dei veicoli. «Abbiamo proposto che un investimento equivalente venga destinato al miglioramento di queste infrastrutture», si legge nella dichiarazione.
Preoccupazioni in materia di sicurezza
Bolt sottolinea che gli operatori di monopattini in condivisione hanno registrato 608 incidenti segnalati dal 2023, su oltre 42 milioni di chilometri percorsi. Quest’anno, solo lo 0,5% degli incidenti segnalati è stato classificato come grave.
«La sicurezza rimane una priorità», ha affermato l’azienda, sottolineando che, a differenza degli scooter di proprietà privata, quelli in condivisione dispongono di un limitatore di velocità integrato con un limite massimo di 20 km/h e di regole di parcheggio che possono essere fatte rispettare dalle forze dell’ordine.
Ampliamento del servizio di e-bike
Gli scooter Bolt rimarranno sulle strade di Lisbona fino alla data di transizione. L’azienda ha inoltre rivelato di voler espandere il proprio servizio di e-bike condivise come alternativa per molti dei residenti che utilizzano gli scooter nella vita quotidiana. Bolt ha anche dichiarato di essere disponibile a discutere con il Comune la possibilità di un modello diverso che consentirebbe ai propri scooter condivisi di rimanere in città.








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