Durante la lettura della sentenza del 29 ottobre, il collegio giudicante del Tribunale di São João Novo a Porto ha stabilito che gli elementi oggettivi e soggettivi del reato non erano stati provati, assolvendo l’imprenditore e le società coinvolte nella vendita dell’imbarcazione.
Il caso riguarda l’acquisto e la vendita dell’Atlântida, acquisita dalla Mystic Cruises dai cantieri navali di Viana do Castelo per 8,75 milioni di euro nel settembre 2014. La stessa nave sarebbe stata venduta nel giugno 2025 alla Internacional Trade Winds (ITW), una società di proprietà di Mário Ferreira con sede a Malta, per 11 milioni di euro. L’ITW ha successivamente ceduto la nave alla società norvegese Hurtigruten per 17 milioni di euro.
«Era proprio quello che ci aspettavamo. Il tribunale è sempre sovrano e decide come ritiene opportuno, ma, in effetti, era proprio quello che ci aspettavamo. Siamo lieti che il tribunale abbia riconosciuto che Mário Ferreira non ha commesso alcun reato, che ha dichiarato la propria imposta sul reddito personale nei tempi previsti e l’ha pagata alla scadenza prevista», ha dichiarato l’avvocato di Mário Ferreira, Rui Patrício, all’agenzia di stampa Lusa al termine dell’udienza.
L’accusa
La Procura aveva accusato Mário Ferreira di aver effettuato una «vendita simulata» per trasferire a Malta il profitto derivante dalla vendita della nave, sostenendo che la nave fosse stata venduta a un prezzo inferiore al suo valore di mercato. Secondo quanto riferito, il tribunale ha riconosciuto che una perizia effettuata prima della vendita aveva stimato il valore della nave in 26,6 milioni di euro.
«Ciò che il tribunale ha concluso è che la transazione fosse simulata. Si tratta, per così dire, di una questione societaria. Questo non è un caso societario o civile; è un caso penale, e doveva esserci l’intenzione di non pagare le imposte. Il tribunale ha stabilito categoricamente e all’unanimità che tale intenzione non era stata provata», ha ribadito.
L’avvocato ha sottolineato che «la questione tecnica in materia fiscale relativa all’imposta sul reddito delle persone fisiche è stata l’unica a giungere in giudizio a seguito di un’indagine lunga ed esaustiva, mentre tutto il resto è stato chiaramente archiviato dalla Procura».
Rui Patrício ha sottolineato che «non vi è stata alcuna frode fiscale relativa all’imposta sul reddito delle persone fisiche, né tantomeno alcun ritardo».
Parlando con i giornalisti, anche Mário Ferreira ha sottolineato di essere stato «completamente assolto».
«La realtà è che sono stato completamente assolto. Giustizia è stata fatta, ma il fatto che sia stata fatta giustizia non significa che mi abbia tolto l’inquietudine che ho provato in questo periodo, a causa di tutto l’inchiostro versato sui giornali o delle numerose accuse che sembravano vere. Molte accuse, anche se ripetute spesso, non diventano vere», ha affermato l’imprenditore, secondo quanto riportato da Lusa.
Mário Ferreira ha inoltre voluto sottolineare che, per quanto riguarda la presunta mancata pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sui suoi guadagni, il tribunale ha stabilito il contrario.
«Ho pagato di più. Ho pagato l’imposta sul reddito delle persone fisiche su denaro che non avevo mai ricevuto, e ho preferito pagare di più piuttosto che dover avere a che fare con l’Agenzia delle Entrate», ha sottolineato.








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