La legge, formulata dall'UE, si chiama Child Sexual Abuse Regulations (CSAR), con una misura controversa che consente alle aziende di controllare i messaggi privati. Per procedere alla lettura dei messaggi, verrà utilizzata una nuova tecnologia che consentirà di leggere i messaggi in applicazioni con forte crittografia end-to-end come WhatsApp.
I piani iniziali volevano rendere la scansione obbligatoria; tuttavia, quando la bozza della legge ha reso la scansione volontaria, i 27 Paesi dell'UE hanno concordato di approvare la legge il 26 novembre.
C'è motivo di festeggiare?
Gli scienziati e gli esperti di privacy sostengono che il fatto che la scansione sia volontaria non risolverà il problema. C'è ancora la possibilità che le aziende si sentano spinte a controllare le chat, ad esempio per evitare multe.
Le misure
La nuova legge prevede che una nuova agenzia dell'UE, ancora sconosciuta, verifichi se le aziende adottano le procedure corrette.
Verrà richiesto ai servizi di messaggistica e cloud di informare l'UE che le loro piattaforme possono essere utilizzate in modo improprio.
Il ministro danese della Giustizia, Peter Hummelgaard, ha apprezzato l'accordo, sottolineando che costringe le aziende a contribuire a fermare la diffusione di materiale pedopornografico.
Cosa succederà ora?
I governi dell'UE avranno ora la possibilità di negoziare il testo finale e decidere se le nuove regole dovranno essere più severe, più deboli o se rimarranno come sono ora.
I giganti tecnologici come Google, Signal e Meta temono che la misura possa intaccare la crittografia end-to-end, che potrebbe favorire un monitoraggio più ampio.
L'opinione dei Paesi
Non tutti i Paesi condividono la stessa opinione in merito al controllo delle chat; tuttavia, il Portogallo è nell'elenco dei Paesi che ritengono che il controllo debba essere implementato. L'opinione del Portogallo è sostenuta da altri Paesi come Spagna, Romania, Malta, Lituania, Ungheria, Irlanda, Francia, Danimarca, Croazia, Cipro e Bulgaria.
Contrari alla misura sono Slovenia, Paesi Bassi, Polonia, Lussemburgo, Germania, Estonia, Finlandia, Repubblica Ceca e Austria. Tuttavia, ci sono sei Paesi che non hanno ancora deciso se approvare o meno la legge, e sono: Belgio, Grecia, Italia, Lettonia, Slovacchia e Svezia.







