L'esecutivo vuole anche apportare modifiche al Codice Penale per rafforzare la protezione delle vittime della tratta, secondo un disegno di legge che è stato presentato al Parlamento.
Il disegno di legge presentato dal Governo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e recepisce una direttiva europea relativa alla prevenzione e alla lotta contro la tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime.
Il governo vuole che il coordinatore nazionale contro la tratta di esseri umani sostituisca l'attuale relatore nazionale, che è "nominato dal membro del governo responsabile dell'area della cittadinanza e dell'uguaglianza", ha spiegato il Ministero della Giustizia in un comunicato inviato oggi alle redazioni.
Le funzioni di questa figura di coordinamento comprenderanno, ha aggiunto il gabinetto guidato da Rita Alarcão Júdice, "la promozione e il coordinamento dei programmi di lotta alla tratta, il monitoraggio delle tendenze del fenomeno e dei risultati delle misure attuate, e la raccolta di dati statistici in collaborazione con la Commissione per la cittadinanza e l'uguaglianza di genere, l'Osservatorio sulla tratta di esseri umani e la rete di sostegno e protezione delle vittime".
Per quanto riguarda le modifiche al Codice Penale, secondo il documento presentato oggi all'Assemblea della Repubblica, il governo vuole inserire nel Codice Penale un articolo che preveda "la non punibilità delle vittime della tratta di esseri umani che commettono atti illegali come conseguenza diretta dell'essere sottoposti a una delle situazioni di sfruttamento" previste dalla legge.
In questi casi, è sufficiente accertare durante le indagini che il reato imputato alla vittima è una conseguenza diretta della tratta di esseri umani, compresi i reati legati "all'immigrazione clandestina o al lavoro senza le necessarie autorizzazioni, i reati di falsificazione di documenti e di uso di un documento di identificazione o di viaggio altrui, e i reati più gravi come la rapina, il furto, la violazione di domicilio e il traffico di droga".
L'obiettivo è "incoraggiare le vittime della tratta a denunciare il reato o a cercare sostegno e assistenza", si legge nella proposta di legge.
Oltre a questa proposta, che sarà discussa dai membri dell'Assemblea della Repubblica, il governo ha anche approvato, in Consiglio dei Ministri, il recepimento di un'altra direttiva europea relativa alle prove elettroniche.
Nella stessa dichiarazione, il Ministero della Giustizia spiega che circa l'85% delle indagini penali nell'Unione Europea utilizza dati in ambiente digitale, spesso al di fuori del Paese in cui si svolge l'indagine, e quindi la proposta è quella di creare "norme applicabili alla designazione di stabilimenti e rappresentanti legali di fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nomi di dominio e altri servizi della società dell'informazione, ai fini della cooperazione in materia penale".









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