La misura è contenuta nel Decreto n. 268/2026/1 e modifica il regime stabilito dal Decreto n. 55/2025/1, del 26 febbraio, che, nel 2026, aveva previsto l’interruzione della pesca del polpo tra il 15 settembre e il 14 ottobre.
Secondo il decreto, la sospensione del periodo di fermo per questo mollusco marino è dovuta alle difficoltà del settore causate dalle condizioni del mare registrate negli ultimi mesi, che hanno impedito il normale funzionamento delle imbarcazioni e hanno comportato «significative perdite economiche», in particolare per quelle dedicate alla pesca del polpo.
Il documento afferma che, a causa di queste difficoltà economiche e operative, la sospensione del periodo di fermo nel 2026 è giustificata.
Secondo il decreto, la misura, di «natura eccezionale e temporanea», è compatibile con i principi di sostenibilità e di gestione condivisa della risorsa nell’ambito del modello di cogestione ed è applicabile esclusivamente nel corso dell’anno 2026.
Il Governo precisa inoltre che il Comitato di cogestione della pesca del polpo ha espresso un parere favorevole alla sospensione, tenendo conto della situazione economica della flotta e dell’intenzione delle autorità di non stabilire un periodo di fermo nazionale obbligatorio nel 2026.
Nonostante la sospensione del periodo di fermo, restano in vigore le restanti misure di gestione della pesca del polpo, vale a dire i limiti di cattura e l’obbligo di rigettare in mare le nasse contenenti uova, volte a proteggere la riproduzione della specie.









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