Secondo quanto riportato da ECO News, il Portogallo contesterà le richieste di risarcimento, per un valore di circa 500 milioni di euro, avanzate dai concessionari autostradali a titolo di compensazione per le perdite di traffico subite durante la pandemia di Covid-19.

Intervenendo in occasione di un evento di settore, João Caetano, presidente dell’Istituto per la Mobilità e i Trasporti (IMT), ha affermato che il governo ha concluso che i concessionari non hanno diritto a un riequilibrio finanziario dei propri contratti, poiché la loro capacità operativa e finanziaria non ha subito ripercussioni significative.

Ha inoltre sostenuto che gli operatori abbiano successivamente beneficiato dell’elevata inflazione, che ha determinato un aumento dei ricavi derivanti dai pedaggi.

I procedimenti arbitrali sono ancora in corso e Caetano ha dichiarato che lo Stato presenterà ricorso contro qualsiasi decisione che si pronunci a favore dei concessionari.

Gli operatori contestano la posizione del governo

L’amministratore delegato di Brisa, António Pires de Lima, ha contestato la posizione del governo, sostenendo che gli operatori autostradali dovrebbero essere risarciti per le perdite causate dalle restrizioni alla mobilità introdotte durante la pandemia.

Ha inoltre criticato la decisione dello Stato di presentare ricorso contro le sentenze arbitrali, affermando che ciò ha creato incertezza sia sui tempi che sull’esito dei casi.

Se lo Stato dovesse alla fine perdere, qualsiasi riequilibrio contrattuale verrebbe effettuato attraverso una proroga del periodo di concessione, secondo l’IMT.

Proseguono le trattative sulla concessione

Pires de Lima ha inoltre affermato che i negoziati sul contratto di Brisa Concessões Rodoviárias dovrebbero raggiungere una fase tale da consentire decisioni politiche nel mese di settembre o ottobre.

Le discussioni riguardano i collegamenti stradali con il futuro aeroporto Luís de Camões, le esenzioni parziali dal pedaggio sulle autostrade A6 e A2 e la classificazione dei veicoli a pedaggio di Classe 1.

Ha aggiunto che la rinegoziazione non impedirebbe la messa in gara della concessione alla sua scadenza nel 2035, o potenzialmente nel 2037 o nel 2038.