Il disegno di legge del PSD, che verrà ora discusso in dettaglio, mira a chiarire l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 6% ai progetti di riqualificazione urbana relativi a immobili situati in aree di riqualificazione urbana (ARU), indipendentemente dal fatto che sia stata approvata un’operazione di riqualificazione urbana (ORU), e ha effetto retroattivo a partire dal 2008.

«Con questo disegno di legge, procediamo all’interpretazione autentica del punto 2.23 dell’Allegato I al Codice dell’IVA, nella formulazione precedente all’entrata in vigore della Legge n. 56/2023, del 6 ottobre», si legge nel testo del documento.

Dal 2012, la delimitazione di un’Area di Riqualificazione Urbana (ARU) non può avvenire contemporaneamente a un’Operazione di Riqualificazione Urbana (ORU), il che ha portato a controversie con l’Autorità Fiscale (AT) in merito all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta basata esclusivamente sull’esistenza di un’ARU.

Per anni, costruttori e promotori immobiliari hanno applicato l’aliquota IVA ridotta del 6% ai lavori di riqualificazione situati nelle ARU, ma, nel frattempo, l’AT ha iniziato a richiedere anche l’esistenza di un’ORU approvata dai comuni, determinando l’addebito di un’IVA aggiuntiva all’aliquota del 23% su opere già completate e vendute.

Affermando che «i dubbi hanno scosso la fiducia dei cittadini e delle imprese nella parola dello Stato», il deputato Hugo Carneiro, del PSD, ha giustificato la misura con la necessità di «riaffermare la coerenza delle politiche pubbliche a sostegno dell’edilizia e della riqualificazione urbana».

Filipe de Sousa, del JPP, ha sottolineato che l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta nelle aree di riqualificazione urbana rafforza la certezza del diritto per chi costruisce, e ha annunciato il proprio voto favorevole, così come ha fatto il gruppo parlamentare del CDS-PP.

Patrícia Gonçalves, di Livre, ha dichiarato che il partito sosterrà l’iniziativa del PSD, che «va nella giusta direzione», ma «non avalla la politica abitativa complessiva del governo».

Riferendosi al recente pacchetto fiscale dell’esecutivo, che considera «moderati» gli affitti fino a 2.300 euro al mese o la vendita di abitazioni fino a circa 660.000 euro, la deputata ha accusato il governo di legiferare «solo a favore del segmento di fascia alta del mercato».

«Il chiarimento va nella giusta direzione, ma l’orientamento generale della politica abitativa del governo rimane profondamente disallineato rispetto alla vita delle persone», ha aggiunto.

Mentre la bancata del PCP, per bocca di Paula Santos, ha espresso dubbi sul fatto che la misura possa andare a vantaggio delle piccole e medie imprese, il socialista António Mendonça Mendes ha accolto con favore l’iniziativa del PSD e ha sottolineato l’impatto positivo del progetto nel «risolvere un problema di instabilità che dura da anni per gli operatori economici e le famiglie».

Catarina Salgueiro, di Chega, ha chiesto di conoscere l’impatto finanziario della modifica sui conti pubblici, con il previsto rimborso di milioni di euro di IVA ai costruttori a partire dal 2009.

È stato inoltre discusso un disegno di legge dell’Iniziativa Liberale (IL) che introduce correzioni all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 6% per la costruzione e la ristrutturazione di abitazioni permanenti ad uso proprio e di alloggi in affitto a canone moderato, estendendola alla promozione immobiliare, ma è stato respinto con i voti contrari di CDS-PP, PSD, PS, Livre, PCP e BE.

I liberali ritengono che l’efficacia dell’aliquota IVA del 6% per l’edilizia destinata alla locazione, introdotta nel recente pacchetto di misure fiscali del governo per contrastare la crisi abitativa, dipenda anche dalla possibilità di estenderla ai promotori immobiliari.

In ambito economico, sono stati respinti anche un disegno di legge presentato da Chega che aumentava i limiti di deducibilità dall’imposta sul reddito per gli importi investiti nei piani di risparmio previdenziale (PPR) e un altro presentato dall’Iniziativa Liberale volto a creare conti di risparmio e di investimento esenti da imposta.