In occasione della Giornata europea delle vittime della crisi climatica globale, una coalizione di 12 organizzazioni ha presentato una lettera aperta al governo portoghese e alle autorità locali, sollecitando un’attuazione più rapida delle misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

Tra i firmatari figurano Zero, Quercus, Geota, Greenpeace Portogallo, WWF Portogallo e la Rete portoghese degli ambasciatori del Patto europeo per il clima.

Rete nazionale

L’appello è stato indirizzato al primo ministro Luís Montenegro, ai ministeri responsabili dell’Ambiente e dell’Energia, della Salute, delle Infrastrutture e dell’Edilizia abitativa, nonché all’Associazione Nazionale dei Comuni Portoghesi.

Le organizzazioni sostengono che le aree urbane del Portogallo siano impreparate ad affrontare periodi di caldo estremo sempre più frequenti e prolungati, chiedendo la creazione di una rete nazionale di rifugi climatici e l’individuazione di spazi pubblici e privati esistenti, quali biblioteche, parchi e piscine, dove i residenti possano trovare sollievo durante le ondate di calore.

Chiedono inoltre di accelerare la ristrutturazione degli edifici per migliorarne l’efficienza termica e di installare impianti di climatizzazione nelle strutture che accolgono le persone vulnerabili, tra cui asili nido, case di cura e centri diurni.

In occasione della consegna della lettera, gli attivisti hanno organizzato una manifestazione simbolica a Lisbona, avvolgendosi in asciugamani e portando cartelli con la scritta: «Lisbona non è una sauna».

Francisco Ferreira, presidente dell’associazione ambientalista Zero, ha affermato che il Portogallo deve concentrarsi non solo sulla riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche sull’adattamento delle comunità alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Ha sostenuto che le città devono essere riprogettate tenendo conto della resilienza climatica, sottolineando l’obsolescenza del patrimonio edilizio del Paese, poiché molte abitazioni non sono in grado di trattenere il calore in inverno né di rimanere fresche durante l’estate, lasciando i residenti esposti a temperature sempre più estreme.

Ferreira ha inoltre sottolineato che i rifugi climatici dovrebbero assumere varie forme, tra cui aree esterne ombreggiate, spazi verdi ed edifici pubblici climatizzati, fornendo luoghi sicuri alle persone durante i periodi di caldo intenso.

Adattamento climatico

Le associazioni ambientaliste descrivono i piani comunali di adattamento climatico come essenziali per migliorare la resilienza, sostenendo che i progressi sono stati fin troppo lenti.

Ferreira ha osservato che i comuni erano tenuti a completare i Piani d’azione climatici comunali entro febbraio 2024, ma molti non sono ancora stati finalizzati.

Ha affermato che la priorità deve ora spostarsi dalla stesura dei piani all’attuazione di misure concrete, avvertendo che le estati sempre più torride registrate in Portogallo sottolineano l’urgenza di proteggere la salute pubblica e ridurre le malattie legate al caldo.

Secondo l’Istituto portoghese per il mare e l’atmosfera (IPMA), all’inizio di luglio 2026 il Paese aveva già registrato sei ondate di calore, eguagliando il numero totale registrato nel 2025. Questi sei episodi hanno rappresentato 59 giorni in condizioni di ondata di calore durante la prima metà dell’anno, con ondate di calore verificatesi a febbraio, due volte a marzo e poi ancora ad aprile, maggio e giugno.

Ferreira ha aggiunto che le ondate di calore di quest’anno non solo sono diventate più frequenti, ma anche più intense, con temperature che hanno superato in modo significativo le medie stagionali.

La coalizione ambientalista sostiene che i rischi climatici non siano distribuiti equamente, poiché le comunità che vivono in quartieri densamente edificati, con spazi verdi limitati, ampia pavimentazione, traffico intenso e scarsa ombra naturale, sono particolarmente vulnerabili agli effetti del caldo estremo.

Impatti sociali

Queste organizzazioni riconoscono che l’adattamento delle città richiederà investimenti sostanziali e competenze tecniche, in particolare per i comuni più piccoli.

Ferreira ha affermato che i progetti di adattamento climatico spesso faticano a competere con altre priorità locali, mentre i loro costi possono scoraggiare il processo decisionale politico nonostante i benefici a lungo termine.

Ha concluso affermando che, sebbene queste misure comportino una spesa iniziale significativa, alla fine migliorerebbero la qualità della vita dei residenti e si rivelerebbero più economiche nel tempo, riducendo gli impatti sanitari e sociali del caldo estremo.

In tutta Europa, l’aumento delle temperature ha portato a ondate di calore sempre più frequenti e letali; il Portogallo è tra i diversi paesi, insieme a Spagna, Francia e Regno Unito, che negli ultimi anni hanno registrato periodi prolungati di caldo eccezionale.