In un comunicato diffuso oggi, a seguito delle varie critiche mosse riguardo alnuovo modello operativo dell’Istituto Nazionale di Emergenza Medica(INEM), l’OE, attraverso il suo presidente Luís Filipe Barreira, ribadisce il proprio “sostegno a questo nuovo modello e alla sua attuazione”, sottolineando che esso rappresenta “un’eccellente strategia di politica sanitaria”.

L’Ordine sottolinea che, a partire dal 1° settembre, gli infermieri inizieranno a partecipare al triage delle chiamate ricevute presso i Centri di Orientamento Urgente dei Pazienti (CODU), utilizzando il Sistema di Triage di Manchester.

«Alla luce dei dubbi e delle critiche sollevati dalla riorganizzazione del Sistema Integrato di Emergenza Medica (SIEM), l’Ordine degli Infermieri ritiene essenziale che il pubblico comprenda i cambiamenti in atto presso l’INEM e i loro obiettivi», si legge nel documento a cui ha avuto accesso Lusa.

L’Ordine sostiene che «questo è il modello che tutela al meglio le persone», poiché consente alle cure specialistiche di raggiungere più rapidamente chi è a rischio di morte e libera gli infermieri per rispondere a nuove emergenze. Il presidente dell’Ordine, Luís Filipe Barreira, sottolinea che la partecipazione di questi professionisti al triage delle chiamate al CODU «rafforza la capacità di valutare il rischio, stabilire le priorità e selezionare la risposta adeguata sin dal primo contatto».

Il responsabile dell’Ordine sottolinea che «la sicurezza non dipende dall’invio del maggior numero possibile di veicoli», ma piuttosto dal fatto che «la squadra giusta, con le competenze adeguate, arrivi nel minor tempo possibile».

Per l’Ordine degli Infermieri (OE), il nuovo modello consente di utilizzare ciascuna risorsa in base alla sua funzione specifica: le ambulanze si occupano del trasporto dei pazienti, mentre le squadre specializzate forniscono assistenza di emergenza direttamente sul posto.

L’Ordine aggiunge che «il cambiamento aumenta la mobilità e l’autonomia operativa degli infermieri e riduce il tempo in cui queste squadre rimangono indisponibili».

L’ordine professionale rileva che gli incidenti di massima priorità rappresentano circa il 10% delle chiamate ricevute dall’INEM; in queste situazioni, vengono dispiegate unità di trasporto insieme, se necessario, a un’équipe specializzata comprendente un medico e/o un infermiere.

Secondo l’OE, nei primi sei mesi del 2026, il 90% degli incidenti che hanno comportato l’invio di una squadra di supporto vitale immediato (SIV) ha comportato anche l’invio di un’ambulanza standard. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, per una singola vittima sono stati dispiegati due veicoli attrezzati per il trasporto.

L’OE afferma che, sebbene l’INEM rispetti i tempi di risposta definiti per altri livelli di priorità, non ha ancora raggiunto l’obiettivo degli otto minuti per tutte le emergenze; aumentare il numero di squadre specializzate che operano su veicoli leggeri consentirà di rispondere direttamente a questa problematica.

Un’altra questione che ha «sollevato interrogativi e dato adito a malintesi è la riorganizzazione delle ambulanze di emergenza medica», afferma, sottolineando che «questo cambiamento deve essere analizzato alla luce dei suoi obiettivi» e che «la nuova struttura organizzativa dell’INEM attribuisce all’Istituto la responsabilità della promozione e del coordinamento».

L’associazione di categoria sottolinea che gli ospedali contattano già le CODU quando è necessario un trasporto urgente e che il nuovo modello migliora l’organizzazione di questa risposta istituendo basi presso gli ospedali.

«È errato affermare che questa riorganizzazione elimini un centinaio di ambulanze dal sistema. Alcune di queste risorse rimangono parte integrante del sistema operativo; la differenza sta nel fatto che ora opereranno da stazioni con sede presso gli ospedali. Per quanto riguarda le unità SIV [veicoli per il supporto vitale intermedio], il tipo di veicolo sta cambiando per aumentare la mobilità e la disponibilità dell’équipe specializzata», aggiunge Luís Filipe Barreira.

I nuovi statuti dell’INEM prevedono la trasformazione delle attuali sedi regionali in quattro CODU.

Secondo il decreto amministrativo, le quattro sedi regionali – Nord, Centro, Lisbona/Valle del Tago/Alentejo e Algarve – vengono eliminate dalla struttura dell’INEM. Verranno create quattro CODU: Nord (a Porto), Centro (a Coimbra), Sud (a Lisbona) e Algarve (a Loulé).

Questi quattro servizi faranno capo al Dipartimento per l’orientamento dei pazienti in condizioni di urgenza e, secondo il sito web dell’INEM, le città in cui avranno sede corrispondono alle sedi delle attuali sedi regionali.