Il Paese si è classificato all’ottavo posto su 31 destinazioni nel sondaggio Expat Insider 2026 condotto da InterNations, ottenendo risultati particolarmente positivi per quanto riguarda le finanze personali, l’inserimento nella nuova realtà e la qualità della vita complessiva.

Tuttavia, quando agli stessi residenti stranieri è stato chiesto di esprimersi sul lavoro in Portogallo, i risultati sono cambiati radicalmente.

Il Portogallo si è classificato al 29° posto su 31 paesi nell’indice “Working Abroad” ed è risultato ultimo sia per quanto riguarda il mercato del lavoro locale sia per quanto riguarda il miglioramento delle prospettive di carriera degli intervistati in seguito al trasferimento nel paese.

Solo il 19% degli espatriati ha valutato positivamente il mercato del lavoro portoghese, rispetto a una media globale del 38%. Il Portogallo ha ottenuto risultati deludenti anche per quanto riguarda la sicurezza del posto di lavoro e la soddisfazione lavorativa complessiva.

C’è stato un unico aspetto positivo: l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, dove il Portogallo si è classificato al 16° posto.

I risultati confermano una tendenza già osservata nelle precedenti edizioni dell’indagine. Nel 2025, il Portogallo si è classificato al 40° posto su 46 destinazioni per lavorare all’estero, pur rimanendo tra i primi 10 per qualità della vita.

Lo stile di vita rimane il punto di forza del Portogallo

Al di fuori dell’ambito lavorativo, il quadro per il 2026 è notevolmente più positivo.

Il Portogallo si è classificato al quarto posto per le finanze personali e al settimo per la facilità di ambientamento, mentre per la qualità della vita si è posizionato all’11° posto.

Più di tre residenti stranieri su cinque intervistati hanno valutato positivamente il costo della vita, mentre circa tre quarti hanno dichiarato che il proprio reddito familiare disponibile era sufficiente per vivere comodamente.

Anche il clima, la qualità dell’aria e la sicurezza personale continuano a rendere il Portogallo attraente per i residenti internazionali.

La burocrazia del Paese rimane tuttavia fonte di frustrazione. Solo il 20% degli intervistati ha dichiarato che rapportarsi con le autorità locali fosse facile, rispetto al 38% a livello globale.

I risultati del Portogallo devono inoltre essere considerati alla luce del profilo delle persone intervistate.

Circa il 20% degli intervistati in Portogallo ha indicato la pensione come motivo principale del trasferimento, rispetto a appena il 4% a livello globale, mentre il 21% si è trasferito alla ricerca di una migliore qualità della vita. Solo l’11% ha citato un motivo legato al lavoro.

Circa il 41% degli espatriati intervistati in Portogallo era in pensione, quasi tre volte la media mondiale del 14%.

Ciò contribuisce a spiegare un’apparente contraddizione nei risultati: un paese può ottenere un punteggio basso come luogo in cui perseguire una carriera, pur rimanendo altamente attraente per le persone il cui reddito non dipende dal mercato del lavoro portoghese.

Il Portogallo ha inoltre registrato un miglioramento significativo nella classifica generale, passando dal 15° posto nel 2024 e dal 17° nel 2025 all’ottavo posto quest’anno. I confronti tra un anno e l’altro vanno tuttavia considerati con cautela, poiché il numero di destinazioni incluse nell’indagine è sceso da 53 nel 2023 a 46 nel 2025 e a 31 nel 2026.

Per chi si trasferisce in cerca di sole, sicurezza e stile di vita, il Portogallo continua a ottenere un punteggio elevato. Per gli espatriati che arrivano alla ricerca di stipendi in linea con quelli locali e di opportunità di crescita professionale, l’esperienza appare invece notevolmente meno favorevole.