Secondo la sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale esaminata da Lusa, la nuova zona industriale sorgerà nella parrocchia di Regadas (nel distretto di Braga). L’obiettivo è quello di integrare la capacità esistente, poiché le due zone attuali — ad Arões e Socorro — sono già “vicine al 100% di occupazione”.

La nuova zona sorgerà nei pressi di un’altra area industriale a Cabeça de Porca (nel comune di Felgueiras) e in prossimità del recente svincolo autostradale della A42 — un «fattore decisivo per la scelta dell’ubicazione proposta».

Il progetto si estende su 46,94 ettari e prevede la creazione di 39 lotti. Sebbene destinata principalmente all’industria, l’area ospiterà anche «attività di officina e stoccaggio, nonché operazioni complementari di natura commerciale, di servizi o logistica».

Per ridurre al minimo l’impatto visivo, il Comune intende «creare e valorizzare spazi verdi e aree boschive» utilizzando specie autoctone, realizzando vari gruppi di vegetazione nell’area circostante e prati di terra arida in altre sezioni.

«Come misure per promuovere la biodiversità, saranno installati cinque “alberghi per insetti” e 20 cassette nido; è inoltre prevista la piantumazione di querce da sughero per compensare l’abbattimento degli alberi reso necessario dal progetto», si legge nel documento.

Il tempo di completamento previsto è di 510 giorni, poco meno di un anno e mezzo, in un’area che non si sovrappone a zone protette dal punto di vista ambientale.

Inoltre, il Piano Regolatore Comunale (PDM) di Fafe ha già destinato quest’area ad attività economiche nell’ambito dell’Unità Operativa di Pianificazione e Gestione (UOPG) 28.

Secondo la relazione non tecnica, alcuni lavori in cantiere — in particolare lo sgombero del terreno e il livellamento — sono già stati eseguiti. Per mitigare gli impatti derivanti dalla costruzione e dal funzionamento della nuova zona industriale, le misure chiave includono la rinaturalizzazione delle nuove superfici esposte all’erosione (come gli argini) e altre iniziative per l’integrazione paesaggistica graduale.

Un parere di Águas do Norte, allegato alla valutazione di impatto ambientale attualmente in fase di consultazione pubblica, rileva che entrambi gli impianti di trattamento delle acque (ETA) di Queimadela e Serzedo «hanno la capacità (...) di gestire le portate che potrebbero essere generate dalla nuova zona industriale in esame».

Il rapporto, redatto da Colmus, conclude che non vi sono impatti negativi gravi tali da rendere il progetto irrealizzabile. Al contrario, gli impatti positivi sono legati principalmente allo «sviluppo economico e all’occupazione».

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