Il gruppo con sede in Algarve, che ha organizzato diverse manifestazioni per chiedere alloggi a prezzi accessibili nella regione, ha espresso il proprio sostegno ai manifestanti rimasti feriti o arrestati durante gli interventi della polizia.

Il gruppo dell’Algarve condanna l’operato della polizia

In una dichiarazione riportata da Sul Informação e dall’agenzia di stampa Lusa, il movimento ha criticato aspramente le azioni delle autorità, descrivendole come una repressione poliziesca contro persone che manifestavano per il proprio diritto alla casa.

Gli incidenti si sono verificati dopo che migliaia di persone avevano partecipato a manifestazioni a Lisbona e a Porto, protestando contro l’aumento dei costi degli alloggi e chiedendo un migliore accesso ad abitazioni a prezzi accessibili.

Alcuni manifestanti avevano montato delle tende nelle piazze pubbliche nell’ambito delle manifestazioni. La polizia ha successivamente ordinato loro di allontanarsi e di smontare le tende, ma le istruzioni non sono state seguite da tutti i partecipanti.

Gli agenti sono infine intervenuti per disperdere gli assembramenti, ricorrendo a manganelli e ad altre misure di controllo della folla.

Il movimento dell’Algarve ha condannato la reazione, sostenendo che le difficoltà abitative del Portogallo dovrebbero essere trattate come un’emergenza sociale piuttosto che semplicemente come una questione di ordine pubblico.

Le preoccupazioni abitative nell’Algarve

Il gruppo ha inoltre messo in evidenza la situazione nell’Algarve, dove l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili è diventato una delle principali preoccupazioni per molti residenti.

Nonostante sia una delle destinazioni turistiche più popolari del Portogallo, la regione ha dovuto affrontare una crescente pressione sul mercato immobiliare, rendendo difficile per alcune persone che vivono e lavorano in loco trovare una casa alla portata delle proprie tasche.

Il movimento ritiene che questi problemi siano strettamente collegati alle questioni alla base delle manifestazioni a Lisbona e a Porto.

Tra le sue richieste, «Algarve em Resistência» ha chiesto le dimissioni di Montenegro, un’indagine indipendente sugli interventi della polizia e l’archiviazione dei procedimenti a carico delle persone arrestate.

Il gruppo chiede inoltre una maggiore tutela del diritto di manifestare e misure immediate per migliorare l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili.

Secondo Lusa, la polizia ha segnalato 31 arresti per disobbedienza a seguito delle operazioni di domenica. Il numero dei feriti è stato oggetto di contestazioni, con i manifestanti che riportano cifre significativamente più elevate rispetto a quelle inizialmente diffuse dalle autorità.

Gli organizzatori della manifestazione di Lisbona hanno affermato che più di 20 persone sono state trasportate all’Hospital de São José, mentre altre hanno ricevuto assistenza medica sul luogo della manifestazione.

La PSP ha sostenuto che i manifestanti non avessero ottemperato agli ordini di dispersione. Le circostanze e la proporzionalità della risposta della polizia sono da allora diventate oggetto di un più ampio dibattito pubblico.

Le critiche non si sono limitate ad «Algarve em Resistência».

Anche SOS Racismo ha condannato gli interventi della polizia e ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Amministrazione Interna. L’organizzazione ha chiesto un’indagine sulle azioni della PSP e chiarimenti su chi abbia autorizzato le operazioni.

Le manifestazioni fanno parte di un movimento più ampio che chiede cambiamenti alle politiche abitative del Portogallo, tra cui un aumento degli alloggi pubblici, la protezione contro gli sfratti senza alloggi alternativi e misure per rendere gli affitti più accessibili.

Le proteste raggiungono Faro

In un ulteriore sviluppo, più di 100 persone si sono radunate a Faro nel pomeriggio di domenica 25 ottobre per manifestare contro gli interventi della polizia a Lisbona e a Porto.

Il raduno si è tenuto in Praça da Liberdade, davanti alla Commissione regionale di coordinamento e sviluppo dell’Algarve (CCDR Algarve), ed è stato organizzato da «Algarve em Resistência».

I partecipanti hanno criticato le azioni delle autorità ed espresso sostegno a chi è coinvolto nelle proteste per il diritto alla casa nelle due città più grandi del Portogallo.

La manifestazione ha fatto seguito a un altro raduno tenutosi a Faro all’inizio della settimana, durante il quale circa 60 persone hanno protestato contro gli alti costi degli alloggi e hanno espresso solidarietà ai movimenti di Lisbona e Porto.

Il gruppo dell’Algarve ha chiarito che intende continuare a organizzare manifestazioni e a sostenere le persone colpite dalle operazioni di polizia.

Per «Algarve em Resistência», gli eventi di Lisbona e Porto non sono separati dai problemi abitativi vissuti nel sud del Portogallo. Il movimento sostiene che l’alloggio a prezzi accessibili sia una questione nazionale che richiede un intervento politico urgente.

Con le manifestazioni che proseguono in diverse parti del Paese, la questione abitativa rimane uno dei temi centrali che spingono la gente a scendere in piazza in Portogallo.


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