La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa all’“Impianto di produzione di biometano di Ferreira do Alentejo”, esaminata dall’agenzia di stampa Lusa, è aperta alla consultazione pubblica fino al 25 novembre tramite il portale “Participa”, gestito dall’Agenzia portoghese per l’ambiente (APA).

Secondo la sintesi non tecnica (NTS) della VIA, il progetto prevede la costruzione e la gestione di un impianto di produzione di biometano presso il Parco agroindustriale di Penique, nella parrocchia di Odivelas, nel comune di Ferreira do Alentejo (distretto di Beja).

L’impianto, che rappresenta un investimento stimato di 20 milioni di euro, è progettato per recuperare e trattare rifiuti organici biodegradabili — in particolare letame bovino, effluenti liquidi (liquame) derivanti dalla decomposizione di tale materia e sansa di oliva.

Con una durata operativa prevista di 25 anni, l’impianto industriale, sviluppato da FBG Ferreira do Alentejo, tratterà i rifiuti organici «attraverso un processo di digestione anaerobica» per produrre biogas, che verrà poi purificato e liquefatto in biometano.

Il promotore afferma che l’impianto «avrà una capacità produttiva annua di 4.892.754 Nm³ [metri cubi normali] di biometano, soddisfacendo gli standard di qualità richiesti per l’immissione nella Rete Nazionale di Distribuzione del Gas Naturale (RNDGN)».

«A tal fine, l’impianto è progettato per ricevere 69.500 tonnellate di rifiuti organici all’anno, costituiti da effluenti zootecnici e residui agroindustriali», si legge nel documento. Il promotore del progetto spiega che, «a seguito della digestione anaerobica della materia organica, oltre al biogas, si produce il “digestato”» — un sottoprodotto separato in frazioni liquide e solide destinate all’uso agricolo.

«L’impiego in agricoltura dipenderà dal rispetto delle condizioni applicabili, dalla caratterizzazione del digestato e dalla selezione di appezzamenti idonei», si precisa, aggiungendo che «fino all’ottenimento dello status di “Fine del ciclo di vita dei rifiuti” (EoW), il digestato sarà inviato a un operatore di trattamento dei rifiuti debitamente autorizzato».

L’impianto, che si estende su una superficie di circa 2,1 ettari, è in linea con «gli obiettivi nazionali ed europei in materia di transizione energetica, decarbonizzazione dell’economia e valorizzazione delle risorse endogene», afferma il documento.

Per quanto riguarda i potenziali impatti, la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto riconosce «emissioni atmosferiche durante il funzionamento, in particolare il rilascio di CO₂ [anidride carbonica] e odori», nonché il rumore derivante dal funzionamento delle attrezzature e l’aumento del traffico terrestre, tra gli altri fattori.

«Durante la fase operativa, si stima che saranno necessari circa 21 camion al giorno per il trasporto di materie prime, digestato e biometano; tale cifra potrebbe salire a circa 33 camion al giorno durante la stagione della raccolta delle olive. Inoltre, saranno necessari trasporti per l’acqua e la CO₂ liquefatta, stimati in un camion al giorno per ciascuno di questi flussi», riferisce il promotore del progetto.

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