Il 20 gennaio, la campagna presidenziale di André Ventura ha inviato una nota ai media annunciando che il candidato sarebbe stato presente il 21 gennaio alle 18 "a un incontro con i giovani nell'Auditorium Almeida Santos dell'Assemblea della Repubblica, per ascoltare le loro preoccupazioni". L'incontro era "aperto ai giornalisti".

Successivamente, in risposta alle obiezioni dei servizi dell'Assemblea della Repubblica, il Gruppo parlamentare Chega ha riformulato la sua richiesta, con la deputata Rita Matias che ha affermato che l'evento "è organizzato da lei insieme ai giovani deputati Daniel Teixeira, Madalena Cordeiro, Rui Cardoso e Ricardo Reis".

Ha affermato che l'evento è "volto a coinvolgere i giovani nelle istituzioni democratiche" e ha precisato che non è stato organizzato da André Ventura, ma che egli "sarà presente su invito del gruppo di deputati del partito Chega, in qualità di presidente del partito".

Tuttavia, secondo il Presidente dell'Assemblea della Repubblica, "nonostante la richiesta iniziale di riservare l'auditorium Almeida Santos fosse stata formulata come un incontro istituzionale tra giovani deputati del gruppo parlamentare Chega e giovani membri del partito, la successiva divulgazione pubblica da parte del candidato presidenziale André Ventura, che ha espressamente descritto l'evento come un 'incontro con i giovani' nel contesto della sua candidatura e ha annunciato l'apertura dell'evento ai media, altera in modo decisivo la natura legale dell'iniziativa".

"Infatti, dal momento in cui lo stesso candidato alla presidenza assume pubblicamente l'iniziativa come integrata nel contesto della campagna elettorale, la presunta intenzione organizzativa iniziale o il successivo tentativo di ridurre l'evento a una mera azione di impegno civico cessano di essere rilevanti. Ciò che conta, alla luce della legge elettorale e della giurisprudenza costituzionale consolidata, è la capacità oggettiva dell'evento di influenzare l'elettorato, nonché l'utilizzo di strutture e risorse pubbliche a tale scopo", si legge nell'ordinanza del Presidente dell'Assemblea della Repubblica.

José Pedro Aguiar-Branco sottolinea poi che "i principi di neutralità, imparzialità e pari opportunità tra i candidati", sanciti dalla Costituzione della Repubblica portoghese, "vincolano tutti gli enti pubblici, compresa l'Assemblea della Repubblica e i suoi organi e servizi".

"Questi principi si traducono in un dovere di assoluta equidistanza nei confronti delle diverse candidature, soprattutto durante il periodo elettorale. Questo dovere non si limita all'astensione dal sostegno esplicito, ma include anche il divieto di atti che, anche indirettamente o sottilmente, possano favorire una candidatura, in particolare attraverso la concessione di spazi istituzionali di alto simbolismo politico", sottolinea il Presidente dell'Assemblea della Repubblica.

José Pedro Aguiar-Branco sottolinea che "è chiaro dalla giurisprudenza costituzionale" che "l'intento meramente informativo o civico invocato dai promotori è irrilevante, così come la qualifica formale attribuita all'evento".

"Ciò che la legge mira a eliminare è proprio l'ambiguità della comunicazione, che potrebbe essere interpretata dai cittadini come promozione politica o elettorale", sostiene.

In questo senso, per José Pedro Aguiar-Branco, "organizzare un evento di campagna elettorale nei locali dell'Assemblea della Repubblica, utilizzando uno spazio istituzionale e sotto l'egida di un Gruppo parlamentare, sarebbe oggettivamente suscettibile di violare i principi di neutralità, imparzialità e pari opportunità tra i candidati, costituendo un uso improprio di risorse pubbliche per fini di parte".

"Pertanto, poiché l'evento è oggettivamente inquadrato nel contesto elettorale, in ragione della diffusione pubblica effettuata dal candidato stesso e del suo inserimento nello spazio comunicativo della campagna elettorale, il suo svolgimento nei locali dell'Assemblea della Repubblica viola i doveri di neutralità istituzionale e il divieto di utilizzo di risorse pubbliche a fini di propaganda elettorale", sottolinea l'ordinanza.

Di conseguenza, aggiunge il presidente del Parlamento, "mantenere l'autorizzazione inizialmente concessa si rivelerebbe giuridicamente insostenibile, l'Assemblea della Repubblica diventerebbe, anche involontariamente, uno strumento per favorire una candidatura, in palese violazione della Costituzione e della legge elettorale applicabile".