La conferma di questo decreto che introduce la pena accessoria della perdita della cittadinanza – che è stato giudicato incostituzionale all’unanimità dalla Corte Suprema Federale e successivamente posto il veto dal Presidente della Repubblica – richiede «una maggioranza dei due terzi dei deputati presenti alla seduta, a condizione che sia superiore alla maggioranza assoluta dei deputati in carica».
E proprio all’inizio del dibattito, il PSD ha preso le distanze dalla volontà di Chega di confermare il decreto posto sotto veto dal Presidente della Repubblica.
Il vicepresidente del gruppo parlamentare socialdemocratico, António Rodrigues, ha informato il gruppo Chega che è importante «adempiere al mandato costituzionale» in materia, riducendo la gamma di reati passibili di perdita della cittadinanza previsti nelle precedenti versioni della normativa.
Nello stesso ambito, il deputato del CDS João Almeida ha avvertito Chega che la linea di condotta migliore, da un punto di vista politico, sarebbe quella di accettare una gamma più ristretta di reati, in linea con la Corte costituzionale, consentendo un’eventuale estensione dell’ambito dei reati in un secondo momento.
In un altro messaggio rivolto al gruppo parlamentare del Rio Grande do Sul, João Almeida ha ammonito: «Per pura testardaggine, non possiamo rinunciare alla possibilità di revocare la cittadinanza per reati commessi contro la collettività».
«Se ciò accadesse, sarebbe una vittoria per la sinistra – e il CDS non vuole regalare una vittoria alla sinistra», ha dichiarato.
Marcia indietro sui reati
Tuttavia, nel corso di questo dibattito, il presidente di Chega, André Ventura, ha accusato il PSD e il CDS di aver fatto marcia indietro riguardo ai reati che potrebbero comportare la perdita della cittadinanza. Ha affermato che questi due partiti hanno fatto marcia indietro su punti che erano oggetto di negoziazione con il suo partito e ha ritenuto «un peccato» che abbiano tralasciato reati quali la schiavitù, la pedofilia o la tratta di esseri umani.
André Ventura ha preso le distanze dalla versione più minimalista dei reati presentata da PSD e CDS in materia di perdita della cittadinanza, che si concentra principalmente sul terrorismo e sui reati contro lo Stato. «Chi cerca di accontentare la sinistra finisce per stare dalla parte della sinistra», ha affermato, segnalando così il voto contrario di Chega alle modifiche proposte dai partiti che sostengono il Governo.
Nessuna maggioranza per l’approvazione
Se questa posizione del presidente di Chega dovesse mantenersi al momento del voto, le modifiche proposte da PSD e CDS non avranno alcuna possibilità di ottenere la maggioranza assoluta per l’approvazione, ovvero 116 voti favorevoli su 230. Ciò, sapendo che tutti i banchi della sinistra parlamentare le respingeranno.
Un altro intervento rilevante dal punto di vista politico è venuto dal deputato dell’Iniciativa Liberal Jorge Miguel Teixeira, che ha preso le distanze sia dalla richiesta di conferma del decreto avanzata da Chega, sia dalle modifiche proposte da PSD e CDS al decreto respinto dalla Corte costituzionale.
Jorge Miguel Teixeira ha ritenuto che le modifiche più rilevanti fossero state apportate alle leggi sugli stranieri e sulla cittadinanza. Ha poi ricordato che l’Iniciativa Liberal aveva sempre nutrito dubbi riguardo all’introduzione di una pena accessoria per la perdita della cittadinanza. E ha concluso: «Per l’Iniciativa Liberal, questo dibattito finisce qui».









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