I dati sono stati forniti dalla società di consulenza immobiliare CBRE in un comunicato, dal quale emerge che “il Portogallo ha attirato circa 512 milioni di euro di investimenti, registrando una notevole crescita dell’82% rispetto all’anno precedente”, mentre la Spagna ha raggiunto i 2,1 miliardi di euro, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente.
«Si tratta del volume più elevato registrato nella prima metà dell’anno da quando sono iniziate le rilevazioni», ha affermato CBRE. CBRE ha indicato che durante i primi sei mesi dell’anno, «sono stati negoziati 88 immobili alberghieri» nei due paesi, rispetto ai 74 registrati nell’anno precedente, per un totale di oltre 10.100 camere, il 9% in più rispetto al primo semestre del 2025.
Nel 2025, la Penisola Iberica ha rappresentato il 19% del volume totale degli investimenti in Europa, rispetto al 14% registrato nel 2020, «posizionandosi come il secondo mercato più attivo per gli investimenti alberghieri, superato solo dal Regno Unito».
CBRE ha successivamente precisato che «le strutture a cinque stelle e di lusso estremo hanno rappresentato il 47% di tutti gli investimenti alberghieri registrati nella Penisola Iberica» nei primi sei mesi dell’anno e che «la tendenza è stata particolarmente marcata in Portogallo, dove questo segmento ha rappresentato l’85% del volume investito».
Gli investitori iberici hanno rappresentato circa il 55% di tutti gli investimenti alberghieri registrati nella regione e, in Spagna, «gli investitori nazionali hanno chiaramente predominato, con circa 1,4 miliardi di euro investiti, mentre in Portogallo quasi tutta l’attività è stata guidata da acquirenti internazionali».
Si sono distinti anche gli acquirenti provenienti dalla Francia, con circa 357 milioni di euro, e dal Regno Unito, con oltre 225 milioni di euro investiti, che «hanno indirizzato una parte significativa di questo capitale verso il mercato portoghese», ha affermato CBRE. D’altra parte, gli investitori istituzionali sono rimasti i più attivi durante la prima metà dell’anno, «concentrando circa 1,2 miliardi di euro, pari alla metà di tutti gli investimenti alberghieri registrati nella Penisola Iberica».
Secondo i dati di CBRE, le catene alberghiere hanno rappresentato il 25% del volume, «con circa 681 milioni di euro, mentre gli investitori privati hanno rappresentato quasi il 23% degli investimenti totali».
Per quanto riguarda il resto dell’anno, le prospettive rimangono favorevoli, ha sottolineato CBRE, citando i dati dell’European Hotel Investor Intentions Survey 2026, «in cui la Spagna si posiziona come il mercato più attraente per gli investimenti alberghieri in Europa, mentre il Portogallo occupa il quarto posto».








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