L’organizzazione ricorda che le lunghe e imprevedibili code causate dall’EES stanno scoraggiando i viaggiatori in un momento in cui il settore aeronautico del continente sta già affrontando un rallentamento a causa dell’impatto del conflitto in Medio Oriente.
I dati relativi al primo semestre dell’anno mostrano che il traffico passeggeri sulla rete aeroportuale europea è cresciuto del 2,6%, segnando un rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Questa perdita di slancio è stata particolarmente evidente nel secondo trimestre, quando il tasso di crescita si è attestato all’1,3%, in netto contrasto con il 4,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno.
Questa tendenza riflette la riduzione della capacità sulle rotte verso il Medio Oriente, l’aumento dei costi del carburante per l’aviazione e un calo dell’1,7% su base annua della domanda globale a giugno, secondo quanto riportato dalla IATA. Questo cambiamento ha fatto sì che il traffico interno superasse la crescita del mercato internazionale per la prima volta dall’inizio della pandemia.
Nonostante la volatilità del settore, la domanda turistica da parte di europei e nordamericani rimane elevata durante l’estate.
Il direttore generaledi ACI Europe, Olivier Jankovec, ha sottolineato che correggere le inefficienze operative dell’EES è essenziale per evitare danni alla reputazione del turismo europeo e garantire la sostenibilità del traffico aereo nella seconda metà dell’anno.







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