Secondo un’analisi della Banca del Portogallo basata sui microdati della previdenza sociale, pubblicata in anteprima rispetto alla sua inclusione nel prossimo Bollettino economico, tale calo è attribuito al fatto che la crescita salariale ha superato gli adeguamenti dei massimali delle prestazioni, calcolati sulla base dell’Indice di sostegno sociale (IAS).

In termini assoluti, l’importo medio delle prestazioni è aumentato del 3,4% all’anno in termini nominali (1,3% in termini reali), raggiungendo i 700 € nel 2025.

Mercato del lavoro

Lo studio evidenzia inoltre i cambiamenti nel profilo dei beneficiari e nel mercato del lavoro.

Nel 2025, circa il 40% dei nuovi beneficiari era costituito da lavoratori con un reddito fino a 880 euro (in un anno in cui il salario minimo nazionale era pari a 870 euro).

A livello settoriale, l’industria manifatturiera e le attività amministrative hanno registrato il maggior numero di sussidi (entrambe con una quota pari a circa il 17%), seguite dal settore del commercio (14,2%); tra le tendenze degne di nota figurano la crescita nei settori dei servizi di alloggio e ristorazione e un calo nell’edilizia e nella pubblica amministrazione rispetto al 2015.

Dal punto di vista demografico, la quota di lavoratori di età pari o superiore a 50 anni (dal 21% al 26%) e delle donne (dal 51,6% al 53,4%) è aumentata, così come quella dei cittadini stranieri, la cui quota tra i nuovi beneficiari è passata dal 2,2% nel 2015 al 26,6% nel 2025.

Il documento rileva inoltre che il 60% dei beneficiari che hanno cessato di percepire l’indennità nel 2024 è tornato al lavoro entro un mese.

Tuttavia, questa transizione ha spesso comportato una perdita salariale o un cambio di settore.

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