L’annuncio, pubblicato sul *Diário da República* (la Gazzetta Ufficiale), sottolinea «l’importanza dell’arte della costruzione a secco come riflesso dell’identità delle comunità della Serra do Caramulo — i gruppi e gli individui che la praticano»—nonché la sua «dimensione storica, sociale e culturale all’interno del territorio in cui è presente».
Sottolinea inoltre la «necessità di proteggere e promuovere i contesti in cui vengono trasmesse queste conoscenze e competenze, poiché attualmente essi sono esposti a rischi e minacce significativi per la loro continuità».
Questa iscrizione è il risultato di un’iniziativa guidata dal comune di Tondela, a cui hanno aderito i comuni di Vouzela, Oliveira de Frades e Mortágua (nel distretto di Viseu), nonché Águeda (nel distretto di Aveiro)—tutti i quali comprendono parti della Serra do Caramulo.
L’annuncio sottolinea «l’urgenza di sviluppare misure di salvaguardia per garantire la sostenibilità futura di questo mestiere, valorizzando al contempo le comunità, i gruppi e gli individui ad esso associati».
Un’altra misura auspicata è l’integrazione di questa arte con «i requisiti per lo sviluppo sostenibile della regione, nel rispetto dei diritti, delle libertà e delle garanzie di tutte le parti coinvolte».
Carla Antunes Borges, sindaco di Tondela, ha spiegato che il comune presenta «strutture in pietra a secco in molti luoghi: nei muri che delimitano piccoli appezzamenti agricoli, nei fienili e nei granai, e persino nelle case situate nei centri dei nostri villaggi».
«Ritroviamo la costruzione in pietra a secco anche nei canali di irrigazione e nelle condutture che portano l’acqua a molti appezzamenti di terreno nella Serra do Caramulo. La costruzione a pietra a secco è un tratto distintivo dell’identità del territorio», ha sottolineato. Secondo la sindaca, occorre ora impegnarsi «non solo per salvaguardare questo sapere ancestrale», ma anche «per recuperare l’architettura rigenerativa e garantire la sostenibilità del territorio e del paesaggio».
Il Consiglio comunale di Tondela intende ora perseguire l’inserimento della tradizione della costruzione a secco di Caramulo nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO — una designazione istituita nel 2018 che attualmente comprende Cipro, Croazia, Slovenia, Spagna, Francia, Grecia, Italia e Svizzera.
Questa arte è la terza espressione culturale del comune di Tondela, nel distretto di Viseu, ad essere iscritta nell’Inventario Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, dopo la Festa das Cruzes do Guardão (gennaio 2025) e il processo di produzione del Barro Negro (ceramica nera) di Molelos (aprile 2025).
«Queste tre iscrizioni dimostrano l’impegno e la dedizione che l’amministrazione comunale ha profuso nella salvaguardia e nella promozione — sia a livello locale che internazionale — delle nostre tradizioni e delle nostre espressioni culturali più autentiche, che sono parte integrante del DNA di Tondela», ha dichiarato Carla Antunes Borges.









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