La salute e il benessere sono tra i temi all’ordine del giorno, insieme alla gestione patrimoniale, alla famiglia e alla pianificazione transfrontaliera, nell’ambito di un dibattito più ampio su come le famiglie con una visione internazionale pianificano il proprio futuro a lungo termine.

Tra i relatori figurano la dott.ssa Nina Patrick, ricercatrice nel campo della longevità e imprenditrice; Cintia Mano, Chief Investment Officer presso l’European Longevity Hub; e la dott.ssa Joana Costa, direttrice della B-life Clinic. Organizzato da Global Citizen Solutions, in collaborazione con CNN Portugal, il Summit riunisce investitori, consulenti, family office, funzionari governativi e leader del settore in due giorni di dibattiti sul palco principale e workshop tenuti da esperti.

Perché la qualità della vita è ormai un fattore determinante

Salute, benessere e qualità della vita non sono più considerazioni secondarie quando le famiglie decidono dove vivere. Il luogo in cui si vive determina cosa si mangia, quanto ci si muove, l’aria che si respira, l’assistenza sanitaria a cui si ha accesso e la comunità che ci circonda, e nel corso dei decenni questi fattori si sommano. Sempre più spesso, essi costituiscono parte integrante della decisione stessa. Il sondaggio InterNations Expat Insider 2025 ha rilevato che lo stile di vita supera ora la carriera come motivo per trasferirsi all’estero, indicato dal 19% degli espatriati contro il 18% che si trasferisce per lavoro.

Il Portogallo ottiene ottimi risultati sotto questo aspetto. Si colloca all’11° posto a livello mondiale nell’Indice di Qualità della Vita del Global Passport Index 2026 di Global Citizen Solutions, che valuta i paesi in base a sviluppo sostenibile, costo della vita, felicità, libertà personali, prestazioni ambientali e accoglienza dei migranti.

Il Portogallo e le prossime “Blue Zones”

Le “Blue Zones” sono quelle poche comunità, come la Sardegna in Italia, Ikaria in Grecia e Okinawa in Giappone, dove le persone vivono una vita sensibilmente più lunga e più sana, sostenuta da diete semplici, attività fisica quotidiana e stretti legami sociali. Un briefing di Global Citizen Solutions sull’estensione del modello delle Blue Zones esamina dove stanno emergendo condizioni simili e individua alcuni dei candidati più promettenti proprio in Portogallo.

Crediti: Immagine fornita; Autore: Diogo Andre Costa; Le Azzorre

Sia le Azzorre che Madeira sono considerate candidate di spicco, insieme alla Galizia in Spagna e a Muğla, sulla costa egea della Turchia. Sull’isola di São Miguel, nelle Azzorre, una dieta atlantica a base di pesce fresco, verdure di stagione e legumi va di pari passo con una vita rurale attiva, con solo il 5% del territorio dell’isola urbanizzato. Sull’isola portoghese di Madeira, un clima subtropicale mite, il terreno scosceso e i sentieri delle levadas mantengono attivi gli anziani, mentre i legami familiari rimangono saldi. Il Portogallo ha inoltre registrato l’aria più pulita tra tutte le regioni emergenti valutate, ed entrambi gli arcipelaghi sono accessibili tramite percorsi di cittadinanza e residenza portoghesi, tra cui il Golden Visa.

La salute passa in primo piano

Eppure le decisioni relative alla residenza e alla cittadinanza vengono ancora solitamente discusse in termini di mobilità, fiscalità, investimenti e sicurezza. La salute è spesso considerata una questione secondaria, qualcosa da sistemare una volta effettuato il trasferimento.

Questo ordine di priorità sta iniziando a cambiare. Man mano che le famiglie con una mentalità internazionale pianificano in un orizzonte temporale più lungo, le domande vanno ben oltre i luoghi in cui possono viaggiare o investire. Esse includono dove riceveranno assistenza nella terza età, dove i loro figli creeranno le proprie famiglie e come la loro salute e il loro patrimonio saranno gestiti oltre confine nel corso di diversi decenni.

Tali orizzonti si stanno allungando in due direzioni contemporaneamente. Il «Global Retirement Report and Index 2026» di Global Citizen Solutions rileva che molte persone mirano a ritirarsi dal lavoro a tempo pieno prima del previsto; una ricerca citata nel rapporto rileva infatti che la Generazione Z prevede di andare in pensione in media a 54 anni.

Allo stesso tempo, le persone vivono più a lungo. Come sottolinea il rapporto, chi smette di lavorare a 40 o 45 anni potrebbe dover sostenere le spese per 50 o 60 anni di vita, con i costi sanitari in aumento che si accumulano nel corso di quel periodo.

«La longevità sta diventando un fattore determinante nel modo in cui le famiglie scelgono dove vivere», ha affermato Patricia Casaburi, fondatrice e amministratrice delegata di Global Citizen Solutions. «Cercano un Paese in cui lo stile di vita favorisca naturalmente una vita lunga: buon cibo, acqua di qualità e un buon sistema sanitario. L’assistenza sanitaria è davvero una parte importante di tutto questo».

La longevità, in questo senso, non è solo una questione scientifica o medica. È anche una questione di pianificazione, che si affianca naturalmente a quelle relative alla residenza e alla cittadinanza.

L’accesso all’assistenza sanitaria è una questione di giurisdizione

L’accesso all’assistenza sanitaria dipende in larga misura dallo status giuridico. La residenza, la cittadinanza e la residenza fiscale possono influenzare, ciascuna a modo proprio, quali sistemi pubblici una persona può utilizzare, come vengono stabiliti i premi delle assicurazioni private e quale continuità assistenziale è possibile garantire quando ci si sposta da un paese all’altro.

Per una famiglia distribuita su diverse giurisdizioni, queste questioni raramente hanno un’unica risposta. Un genitore potrebbe trascorrere la maggior parte dell’anno in un paese, un figlio potrebbe studiare in un altro e un parente anziano potrebbe aver bisogno di assistenza a lungo termine altrove. Ogni situazione comporta regole, costi e limiti pratici specifici.

Ecco perché l’assistenza sanitaria deve essere al centro del dibattito sulla residenza o sulla cittadinanza, non alla fine. Il percorso giuridico scelto oggi può determinare le opzioni a disposizione di una famiglia tra molti anni.

La longevità è anche un tema di investimento

Per molti investitori, la longevità non è solo una questione personale. Viene sempre più discussa come un’area di investimento e innovazione a sé stante, che abbraccia la ricerca, la tecnologia sanitaria, l’assistenza preventiva e i servizi correlati.

Al Summit, Mano offre la prospettiva dell’investitore, mentre Patrick presenta il punto di vista della scienza e dell’innovazione.

Per gli investitori con una visione internazionale, le due prospettive si incontrano. La stessa famiglia può considerare la longevità sia come una priorità personale sia come una decisione di allocazione, talvolta nella stessa giurisdizione.

Pianificazione intergenerazionale

L’allungarsi della vita cambia anche la struttura del patrimonio familiare. Le decisioni relative alla residenza, alla cittadinanza, alla fiscalità, agli investimenti e alla successione spesso riguardano ormai tre generazioni contemporaneamente, che talvolta vivono in paesi diversi.

Per molte famiglie, il family office è il luogo in cui tali decisioni si fondono. Piuttosto che una serie di scelte separate prese da diversi consulenti in momenti diversi, l’obiettivo è un unico piano in cui ogni parte supporti le altre.

Cosa significa questo per la pianificazione della residenza e della cittadinanza

Includere la longevità nel processo di pianificazione non significa scegliere una giurisdizione solo in base all’assistenza sanitaria. Significa porsi fin dall’inizio una serie più ampia di domande, quali:

· Lo stile di vita del Paese favorisce il benessere a lungo termine, dall’assistenza sanitaria e la sicurezza all’ambiente, alla comunità e alla routine quotidiana?

· A quali sistemi sanitari potrà accedere ciascun membro della famiglia e a quali condizioni?

· Il percorso porta a qualcosa: residenza permanente, cittadinanza o il diritto di mantenere la nazionalità attuale?

· Le persone più care, che si tratti del coniuge, dei figli o dei genitori, possono essere incluse fin da subito o unirsi in un secondo momento?

· In che modo queste priorità si conciliano con la residenza fiscale, le decisioni di investimento e la pianificazione successoria?

· Il piano è sufficientemente flessibile da adattarsi all’evolversi delle circostanze familiari e del contesto più ampio?

“Andare in pensione all’estero è una decisione che si misura in decenni, quindi gli anni a venire meritano la stessa attenzione di quelli iniziali. La destinazione a cui conduce un visto è importante tanto quanto il punto di partenza”, ha affermato Laura Madrid, ricercatrice capo della Global Intelligence Unit di Global Citizen Solutions.

Le risposte saranno diverse per ogni famiglia. Ciò che accomuna tutte è un orizzonte temporale più lungo. Una decisione in materia di residenza o cittadinanza presa tenendo conto della longevità ha maggiori probabilità di rimanere utile nel corso dei decenni, piuttosto che risolvere solo le esigenze dei prossimi anni.

La pianificazione della residenza e della cittadinanza ha sempre riguardato il futuro. Man mano che le famiglie pianificano una vita più lunga, quel futuro si estende ulteriormente e la salute diventa uno dei fattori che lo determinano.

I piani più efficaci tengono conto di dove una famiglia può vivere e investire oggi, e di dove vorrà vivere, lavorare e ricevere assistenza nei decenni a venire.

Contatto: Nicholas Walker

Nicholas@globalcitizensolutions.com

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