Ora, una pratica tradizionale potrebbe offrire nuove opportunità.

La raccolta della resina dai pini, un processo noto come "raccolta della resina", viene attualmente valutata come un modo per generare reddito dalle foreste della regione, contribuendo al contempo a ridurre il rischio di incendi boschivi.

L’idea è stata presentata in occasione di un workshop tenutosi a Marmelete, Monchique, l’8 ottobre, organizzato dalle associazioni forestali ASPAFLOBAL e Resipinus nell’ambito del progetto RN21.

L’evento ha riunito proprietari di foreste, rappresentanti delle imprese e specialisti del settore forestale per esaminare nuove tecniche di estrazione della resina senza danneggiare inutilmente gli alberi.

La resina di pino ha una gamma di utilizzi sorprendentemente ampia. Una volta lavorata, può essere impiegata in vernici, adesivi, prodotti per la pulizia e persino in prodotti come la colofonia per gli archi dei violini.

Eppure, nonostante il suo valore commerciale, secondo l’ASPAFLOBAL il Portogallo importa attualmente quasi il 90% della resina necessaria alla propria industria nazionale.

Tradizionalmente, la resina viene raccolta dai pini marittimi, ma i ricercatori stanno ora valutando se le vaste foreste di pini cembri dell’Algarve possano offrire un’opportunità simile.

Molti di questi alberi sono stati piantati negli anni ’90 e non hanno mai prodotto quantità significative di pinoli.

Se l’estrazione della resina si rivelasse commercialmente redditizia, potrebbe fornire ai proprietari terrieri un motivo in più per preservare le loro foreste.

È qui che entra in gioco la prevenzione degli incendi boschivi.

Le foreste che generano reddito hanno maggiori probabilità di ricevere un’attenzione regolare, che comprende la rimozione della vegetazione in eccesso e il mantenimento dell’accessibilità al territorio.

Le associazioni ritengono che ciò potrebbe contribuire a ridurre la quantità di materiale combustibile nelle aree boschive e ad aumentare l’attività umana in luoghi che altrimenti riceverebbero scarsa manutenzione.

C’è ancora del lavoro da fare, tuttavia.

Le tecniche presentate sono ancora in una fase iniziale e i ricercatori devono ancora stabilire quanto denaro i proprietari terrieri potrebbero realisticamente guadagnare dalla resina di pino cembro. Occorre inoltre affrontare i requisiti tecnici e legali.

Per ora, si tratta di una possibilità interessante: trasformare una risorsa naturale sottoutilizzata in qualcosa di prezioso, offrendo al contempo ai proprietari terrieri dell’Algarve un ulteriore incentivo a prendersi cura delle loro foreste.

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