Le proteste pubbliche possono andare oltre la semplice manifestazione di sostegno, poiché i cittadini possono presentare proposte di legge direttamente al Parlamento raccogliendo 20.000 firme.

Questo meccanismo ha già portato all’approvazione di otto iniziative su 17 esaminate in uno studio accademico del 2024, il che rappresenta un tasso di successo del 47%.

La questione è tornata alla ribalta dopo che gli attivisti per il diritto alla casa hanno annunciato l’intenzione di avvalersi di questo meccanismo per trasformare le loro richieste in una proposta legislativa formale, che obbligherebbe i parlamentari a esaminarla e a prendere posizione sulla misura.

Conosciuto come Iniciativas Legislativas de Cidadãos (ILC), ovvero iniziative legislative dei cittadini, il sistema offre alle persone un canale per partecipare al processo legislativo al di là del voto alle elezioni o della partecipazione a manifestazioni di piazza.

Come riportato da Público, una ricerca condotta da studiosi dell’Università di Lisbona e dell’Università NOVA di Lisbona, pubblicata sulla rivista Parliamentary Affairs nel 2024, aveva inizialmente individuato sette iniziative andate a buon fine, numero che è poi salito a otto in seguito all’approvazione di una proposta riguardante l’estensione del congedo parentale.

Delle 17 iniziative esaminate, cinque sono state respinte, tre sono decadute e una è stata ritirata, il che suggerisce che le proposte dei cittadini possano ottenere il sostegno parlamentare, sebbene il successo dipenda dalla capacità di districarsi in un processo legislativo impegnativo.

Come funziona il processo

Nel 2016 la soglia delle firme è stata ridotta da 35.000 a 20.000, rendendo il meccanismo più accessibile.

I cittadini possono raccogliere le firme online tramite una piattaforma messa a disposizione dall’Assemblea della Repubblica, oltre che su supporto cartaceo.

Tuttavia, il raggiungimento del numero richiesto rappresenta solo il primo ostacolo, poiché le proposte devono essere redatte in un formato legislativo formale che spieghi le modifiche proposte e identifichi le leggi interessate, con il Parlamento che verifica i dati dei firmatari prima di procedere.

Una volta ammessa, il Parlamento deferisce l’iniziativa alla commissione competente per la discussione e la votazione in seduta plenaria; le discussioni possono quindi concentrarsi sulle singole disposizioni prima della votazione finale.

Sofia Serra-Silva, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Sociali dell’Università di Lisbona e coautrice dello studio accademico, ha dichiarato a Público che il processo richiede familiarità con la terminologia giuridica e le convenzioni tecniche utilizzate per redigere la legislazione.

Ciononostante, sostiene che il valore di queste iniziative non debba essere misurato esclusivamente in base al fatto che diventino legge o meno, poiché portare una questione in Parlamento può costringere i partiti politici a rispondere alle richieste dei cittadini e a chiarire le proprie posizioni.

Un punto debole individuato dai ricercatori è che le persone all’origine di un’iniziativa hanno spesso un coinvolgimento limitato una volta avviati i lavori parlamentari. Sebbene i loro rappresentanti possano essere ascoltati all’inizio, possono perdere l’influenza diretta sulle successive trattative.

Inoltre, le proposte dei cittadini vengono spesso discusse insieme ai disegni di legge presentati dai partiti politici, rendendo più difficile determinare in che misura il testo originale venga mantenuto.

Cambiamento legislativo

Le manifestazioni organizzate dal movimento Geração à Rasca nel marzo 2011 dimostrano come la mobilitazione pubblica possa tradursi in un cambiamento legislativo.

Queste proteste hanno portato le preoccupazioni relative alla precarietà del lavoro e alle condizioni lavorative in primo piano nel dibattito politico. Un’iniziativa popolare sul lavoro precario è stata successivamente presentata in Parlamento all’inizio del 2012, quando il Portogallo era sottoposto a misure di austerità e governato da una coalizione PSD/CDS.

Nonostante il clima politico, la proposta è stata infine approvata come legge all’unanimità.

Il sociologo José Soeiro, professore all’Università di Porto che ha contribuito a organizzare l’iniziativa, ha ricordato che le diverse interpretazioni politiche delle manifestazioni hanno contribuito a rendere possibile l’accordo.

Mentre i partiti di sinistra si concentravano sull’opposizione del movimento al lavoro precario, quelli di destra lo consideravano anche un’espressione della frustrazione delle giovani generazioni.

La proposta originaria riguardava tre ambiti: il lavoro tramite agenzie interinali, i contratti a tempo determinato e l’abuso delle forme di lavoro autonomo, comunemente associate ai «recibos verdes».

I negoziati parlamentari hanno eliminato le disposizioni sul lavoro interinale e sui contratti a tempo determinato, mantenendo invece le modifiche relative al falso lavoro autonomo, sostenute da tutti i partiti.

Secondo Público, i rappresentanti del movimento hanno partecipato a quasi tutte le sessioni di lavoro parlamentari sulla legislazione, e il loro coinvolgimento costante è stato considerato insolito, dato che i gruppi di cittadini sono spesso meno presenti nelle fasi successive del processo.

Attivisti per il diritto alla casa

L’iniziativa prevista in materia di alloggi offre agli attivisti un’altra occasione per trasformare la pressione pubblica in una proposta legislativa formale, sulla scia delle proteste sull’accesso agli alloggi e delle polemiche sugli interventi della polizia negli accampamenti di Lisbona e Porto.

Tuttavia, il contenuto preciso della proposta di legge e il suo eventuale iter in Parlamento restano da definire.

Per Serra-Silva, la decisione di ricorrere a un’iniziativa legislativa dei cittadini è di per sé un’importante espressione di partecipazione democratica, che sfida il preconcetto secondo cui i giovani sarebbero disinteressati alla politica, dimostrando che l’impegno civico può avvenire attraverso canali che vanno oltre le elezioni e le manifestazioni.

L’esperienza del Portogallo dimostra che i cittadini possono influenzare l’agenda legislativa e, talvolta, ottenere modifiche alla legge.

Tuttavia, i dati relativi all’approvazione raccontano solo una parte della storia, poiché anche quando una proposta va a buon fine, i suoi obiettivi originari possono essere ridimensionati o modificati durante le trattative parlamentari.

La soglia delle 20.000 firme offre ai cittadini un accesso diretto al processo legislativo, ma la capacità degli attivisti per il diritto alla casa di trasformare questa opportunità in un cambiamento concreto dipenderà dalla proposta che presenteranno e dal sostegno che questa otterrà in Parlamento.


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