Le luci del Natale e le affascinanti decorazioni possono suscitare depressione e ansia in modi che non sempre prevediamo. È importante riconoscere questi cambiamenti, perché quando i sintomi persistono, non si limitano all'umore, ma si ripercuotono anche sulla salute fisica. Le ricerche dimostrano che la depressione e l'ansia possono essere dannose per l'organismo quanto l'obesità o il fumo di un pacchetto di sigarette al giorno: un potente promemoria del fatto che il dolore emotivo merita cure e attenzioni reali.
Depressione e ansia lavorano insieme in un circolo vizioso: quando una domina, l'altra si nasconde, ma entrambe continuano a spingere e a tirare sotto la superficie emozioni opprimenti. Spesso suona come: "Mi sento giù... Dovrei godermi questo... Perché non riesco a godermi questo? Deve esserci qualcosa di sbagliato in me". Si tratta di una combinazione potente e la stagione delle feste può intensificarla, amplificando tutto ciò che crediamo ci "manchi".
La depressione può manifestarsi come un vuoto silenzioso e incancrenito: alzarsi dal letto sembra una piccola vittoria, preparare una tazza di caffè diventa meccanico e scorrere i social media approfondisce il dolore di sentirsi "non al passo" con tutti gli altri. L'ansia può manifestarsi come sovrappensiero, irrequietezza o la persistente sensazione di non fare abbastanza, di non essere abbastanza o di non godere abbastanza.
Non c'è nulla di sbagliato in voi. State adattando, elaborando e navigando in un paesaggio emotivo complesso, portando con voi la pesantezza di ferite irrisolte.
Molti espatriati dicono che questo periodo dell'anno evidenzia un senso di mancanza e di dolore per la vecchia versione di se stessi. Questo cambiamento di identità può lasciarci incerti se siamo felici, tristi o entrambi - una tensione naturale mentre portiamo il peso invisibile dell'adattamento. Gli studi dimostrano che gli espatriati con tristezza persistente, mancanza di speranza, problemi di sonno, stanchezza, irritabilità, rabbia o dolore fisico hanno un rischio superiore del 50% rispetto agli abitanti del luogo di sviluppare ansia e depressione a lungo termine, collocandosi nel percentile più alto per queste condizioni. Se questi sintomi si manifestano in modo persistente, rivolgersi a un professionista che vi assista e vi fornisca un sostegno fondamentale per far fronte alle emozioni travolgenti può fare una differenza significativa.
Superare le sfide
Capire come il cervello elabora le emozioni può trasformare il vostro rapporto con i sentimenti difficili. Il cervello reagisce allo stress immaginario nello stesso modo in cui reagisce allo stress reale: quando la mente ruminerà gli scenari peggiori, il corpo rilascerà le stesse sostanze chimiche come se la minaccia fosse proprio davanti a voi. Allo stesso modo, il cervello non distingue il rifiuto emotivo dal dolore fisico: ecco perché essere ignorati, lasciati senza una conclusione o sentirsi non visti può essere un pugno allo stomaco.
La maggior parte delle reazioni emotive si basa sul passato, non sul momento presente. Quando si ricreano nella mente immagini del passato, il cervello recupera le emozioni ad esse collegate, anche se la situazione attuale è completamente diversa. Ecco perché le vacanze possono essere così intense: il sistema nervoso risponde a vecchi schemi, non solo a ciò che sta accadendo ora. Ma ecco l'aspetto più positivo: le emozioni possono cambiare e, quando cambiano, anche i ricordi si modificano. Non siete bloccati a rivivere la stessa storia.
Permettiamo alla neuroplasticità di creare nuove connessioni di gioia e di atteggiamento positivo:
Seguite la vostra gioia quotidianamente
Ogni giorno, scegliete tre piccole cose che portino anche solo un leggero senso di gioia: andate a prendere un caffè, ascoltate una canzone, fate un pisolino, leggete qualcosa o fate una passeggiata. Il segreto è sintonizzarsi su ciò che vi fa sentire bene in quel momento, non su ciò che "dovreste" fare per sentirvi felici. In una settimana di pratica quotidiana, il sistema nervoso si ricalibra verso ciò che vi dà energia piuttosto che verso ciò che vi esaurisce.
Registratedelle note vocali per descrivere esattamente ciò che provate: "Oggi mi sento depresso e non voglio parlare con nessuno" oppure "Mi sento ansioso e non riesco a concentrarmi". Questo non è un diario
- è un'etichettatura degli affetti, una tecnica neurologica per cui nominare un'emozione ne riduce immediatamente l'intensità. Nel momento in cui si dice "mi sento ansioso", la corteccia prefrontale si attiva, aiutando a regolare il cervello emotivo e separando l'emozione dalla propria identità: non si è una persona ansiosa, ma una persona che sta vivendo l'ansia in questo momento.
Inventario della vita
Dite ad alta voce tre cose della vostra vita attuale che apprezzate: "Mi piace che le spiagge siano vicine", "Mi piace il clima", "Mi piace avere dei parchi raggiungibili a piedi". Quando reindirizzate intenzionalmente il vostro cervello verso ciò che apprezzate, il vostro stato emotivo influenza i ricordi che affiorano: quando vi sentite tristi, il vostro cervello recupera i ricordi tristi; quando vi sentite grati, recupera quelli gioiosi.
Per questo Natale non è necessario avere tutto sotto controllo. Non dovete provare solo gioia, solo appartenenza o solo gratitudine. La complessità che state vivendo - l'alternanza tra dolore ed eccitazione, isolamento e connessione, chi eravate e chi state diventando - non è un segno di fallimento. È una prova di crescita.
Il vostro sistema nervoso sta imparando nuovi schemi e formando nuove associazioni. Ogni piccola scelta che fate - dare un nome ai vostri sentimenti, apprezzare una cosa della vostra vita, seguire ciò che vi porta gioia - ridisegna il vostro rapporto con questa stagione.
Non state solo sopravvivendo al Natale come espatriati. State scoprendo cosa significa festeggiare alle vostre condizioni, onorare sia le vostre radici che la vostra crescita e confidare che, anche nella pesantezza, state costruendo qualcosa di nuovo. È più che superare le feste: è una trasformazione.






