"Lo sciopero si svolgerà nei giorni 1, 2, 3 e 5 giugno 2026", si legge nel comunicato di sciopero, a cui Lusa ha avuto accesso e che è stato inviato alla direzione dell'AIMA, al Sottosegretario di Stato alla Presidenza e all'Immigrazione e alle associazioni dei mediatori culturali che prestano servizio presso l'agenzia.
Secondo l'STM, il problema è la "persistenza di problemi strutturali che colpiscono gravemente i lavoratori e il funzionamento dei servizi", evidenziando questioni come il "crescente degrado delle condizioni di lavoro e l'aumento della pressione sui lavoratori, senza un corrispondente rafforzamento delle risorse umane e tecniche" o la mancanza di un percorso di carriera specifico.
"L'incapacità di rispondere in tempi rapidi ai processi di regolarizzazione, con un impatto diretto sia sui lavoratori che sui cittadini stranieri" e "la preoccupazione per il ricorso all'"esternalizzazione" di funzioni tecniche molto complesse, che mette a rischio la qualità del servizio pubblico" sono altre preoccupazioni del sindacato, che lamenta "il deterioramento dell'immagine istituzionale dell'AIMA, con ripercussioni negative sull'apprezzamento e il riconoscimento dei professionisti".
Per i lavoratori, il governo non ha adottato "misure efficaci per garantire dignità, stabilità e valorizzazione delle funzioni dei tecnici dell'immigrazione" e lamentano il "mancato rispetto degli impegni presi" in passato.
Il STM "ribadisce la propria disponibilità al dialogo e alla costruzione di soluzioni che rispondano ai problemi individuati, facendo appello all'apertura al negoziato da parte delle autorità competenti".
Tuttavia, negli ultimi giorni, sono stati inviati messaggi ai mediatori socio-culturali e ai collaboratori dell'AIMA legati alle associazioni partner in merito a "riunioni sindacali e assenze dal luogo di lavoro".
In uno dei messaggi inviati a un'associazione, a cui Lusa ha avuto accesso, una delle unità di gestione dell'AIMA afferma di aver "ricevuto, da diverse strutture sindacali, comunicazioni relative allo svolgimento di riunioni sindacali con mediatori socioculturali, in varie sedi e strutture di questa Agenzia".
Sottolineando che questi incontri possono "comportare assenze dei mediatori dai rispettivi luoghi di lavoro e che, d'altra parte, il rapporto di lavoro dei mediatori assegnati in base al protocollo vigente è con le associazioni assegnatarie", i servizi dell'AIMA si impegnano a notificare al datore di lavoro "ogni volta che un mediatore socioculturale si assenta dal proprio luogo di lavoro, indipendentemente dal motivo" per "le finalità che rientrano nell'ambito del rapporto di lavoro tra il datore di lavoro e il mediatore, nonché ai fini dell'elaborazione del compenso economico mensile".









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