La normativa definisce tre gradi di carriera: Assistente Odontoiatra, Odontoiatra Consulente e Odontoiatra Consulente Senior. L’accesso al percorso di carriera inizia dal grado di Assistente Odontoiatra (livello generalista), con un avanzamento di carriera subordinato all’ottenimento della certificazione di specialista, preferibilmente in salute orale pubblica o odontoiatria ospedaliera.

L’ammissione al grado di dentista consulente richiede sei anni di pratica attiva come dentista assistente o il possesso di una certificazione di specializzazione. Per il grado di dentista consulente senior, i requisiti sono quattro anni di pratica attiva come dentista consulente e la certificazione di specializzazione, preferibilmente in salute orale pubblica o odontoiatria ospedaliera.

La normativa, promulgata la scorsa settimana dal Presidente della Repubblica a seguito dell’approvazione unanime da parte dell’Assemblea della Repubblica, stabilisce che questi professionisti saranno integrati nei servizi di salute orale delle Unità Locali Sanitarie (ULS).

A causa della mancanza di un percorso professionale specifico, la maggior parte dei circa 150 dentisti che operano nel settore pubblico è stata assunta dalle Unità Sanitarie Locali (ULS) come collaboratori autonomi. Allo stesso tempo, i restanti sono inseriti in categorie professionali generali, come quella di tecnico superiore.

I dentisti attualmente in servizio, sia nel percorso professionale di tecnico superiore che in ruoli equivalenti, saranno inseriti nella categoria di “Assistente Odontoiatra” all’interno della struttura professionale dedicata agli odontoiatri; tale inserimento dovrà essere formalizzato entro tre mesi tramite un decreto congiunto emanato dai funzionari governativi responsabili della Sanità, delle Finanze e della Pubblica Amministrazione.

Le posizioni e le retribuzioni saranno stabilite tramite contratti collettivi di lavoro, tenendo conto della natura particolare del percorso di carriera, delle specifiche competenze tecniche e scientifiche proprie dell’odontoiatria e delle mansioni specifiche associate a ciascuna categoria, nonché della «necessità di attrarre e trattenere i professionisti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SNS)», secondo il testo pubblicato.

Ai sensi della normativa, il regime di incentivi relativo alla mobilità geografica verso aree scarsamente servite, originariamente applicabile ai medici, si applica anche ai chirurghi odontoiatri nell’ambito del percorso professionale speciale.

Quando la legge è stata approvata in Parlamento, l’Ordine dei Dentisti Portoghesi (OMD) ha salutato l’integrazione di questi professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale (SNS) come un «passo avanti decisivo» per elevare lo status dell’odontoiatria.

All’epoca, l’Ordine aveva avvertito che l’impatto effettivo della misura sarebbe dipeso dalla sua attuazione, con il suo presidente che aveva concluso affermando che «il vero successo di questa legge si misurerà dalla capacità di inserire un maggior numero di chirurghi odontoiatri nel SNS, di trattenerli su tutto il territorio nazionale e di garantire una risposta pubblica in materia di salute orale più solida e accessibile per i cittadini portoghesi».