In una dichiarazione inviata all’agenzia di stampa Lusa, Olivum, l’Associazione dei coltivatori di olive e dei frantoi del Portogallo, ha indicato che tale aumento potrebbe derivare dalle “alte temperature” che accelereranno il periodo di “maturazione delle olive”.

«Questa tendenza potrebbe indurre alcuni olivicoltori ad anticipare la raccolta, con il conseguente avvio anticipato delle attività nei frantoi», ha osservato Gonçalo Moreira, responsabile di progetto presso Olivum.

Secondo l’associazione, se le previsioni saranno confermate, la stagione 2026/2027 dovrebbe «avvicinare il Paese ai valori di riferimento registrati nella stagione 2024/2025», ovvero circa 177.000 tonnellate.

«Dopo una stagione precedente che ha totalizzato 160.000 tonnellate di olio d’oliva a livello nazionale, le previsioni per quest’anno indicano una ripresa del settore», ha dichiarato Olivum.

Ciononostante, Gonçalo Moreira ha sottolineato che è «ancora troppo presto per trarre conclusioni sulla stagione». Tuttavia, l’attenzione rimane concentrata sul mantenimento «dell’impegno del settore a garantire l’eccellente qualità dell’olio d’oliva portoghese, rafforzando la posizione del Portogallo tra i principali produttori mondiali».

L’associazione avverte inoltre che, nonostante le «prospettive positive» per l’anno, rimane «attenta all’evoluzione dei costi di produzione, in particolare quelli legati al carburante».

«Nel Portogallo continentale, il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di circa il 60%, mentre quello del gasolio per autotrazione è cresciuto del 40% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente; questo aumento dei costi rappresenta un’ulteriore sfida per il settore nella gestione della stagione in corso», riconosce.

Con sede a Beja e fondata nel 2013, Olivum è un’associazione di olivicoltori e frantoi; si propone di affrontare nuove questioni relative alla coltivazione dell’olivo, compresa la necessità di difendere e rappresentare il settore, esigenze che all’epoca della sua fondazione erano praticamente insoddisfatte.

L’associazione rappresenta oltre 53.000 ettari di oliveti, 21 frantoi e circa il 70% della produzione nazionale di olio d’oliva.